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Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli




                    ritornò l’indomani con una scusa e approQttando dell’assenza di collatino,
               attese che gli ospiti andassero a dormire per recarsi in camera di lucrezia, dichiarò il
               suo amore per lei, alternando suppliche a intimidazioni. lucrezia si dimostrò irremo-
               vibile anche di fronte alla minaccia di morte. il Qglio del re però non si arrese e paventò
               alla donna oltre le minacce anche il disonore. le disse che se non avesse ceduto alla sua
               volontà, accanto a lei, una volta morta, avrebbe posto uno schiavo nudo sgozzato,
               a)nché si dicesse che era stata uccisa durante un adulterio. con quest’ultima spaven-
               tosa minaccia, tarquinio sesto ebbe la meglio sull’ostinata castità di lucrezia. Fiero
               d’aver violato l’onore specchiato della donna, tarquinio ritornò al campo. lucrezia,
               a/ranta, mandò due messi uno a roma per chiamare il padre spurio lucrezio e l’altro
               ad ardea per chiamare il marito. nel momento in cui questi arrivarono trovarono
               lucrezia nella sua stanza, immersa in una profonda tristezza. in lacrime la donna rac-
               contò il suo trauma: nel tuo letto, collatino, ci son le tracce di un altro uomo: solo il mio
               corpo è stato violato, il mio cuore è puro e te lo proverò con la mia morte. Ma giuratemi
               che l’adultero non rimarrà impunito. si tratta di sesto tarquinio: è lui che ieri notte è
               venuto qui e, restituendo ostilità in cambio di ospitalità, armato e con la forza ha abu-
               sato di me. se siete uomini veri, fate sì che quel rapporto non sia fatale solo a me ma
               anche a lui. […] sta a voi stabilire quel che si merita. Quanto a me, anche se mi assolvo
               dalla colpa, non significa che non avrò una punizione. e da oggi in poi, più nessuna
               donna, dopo l’esempio di lucrezia, vivrà nel disonore!
                    a/errò quindi il coltello che teneva nascosto sotto la veste e se lo piantò nel
               cuore tra le urla disperate del marito e del padre. Fu in quel momento che giunio
               Bruto giurò di abbattere la monarchia dei tarquini. dal sangue di lucrezia nac-
               que una nuova forma di governo: la repubblica  e la città fu retta da due consoli
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               eletti dal popolo, collatino e giunio Bruto.

               24  Quando i romani riuscirono a cacciare i tarquini nel 509 a.c., furono favoriti dal fatto che la
                  potenza etrusca era ormai in pieno declino nell’italia meridionale. il signiQcato storico che sta sotto
                  l’elaborazione leggendaria della fondazione della repubblica riguarda due aspetti fondamentali per
                  la storia militare e sociale romana: l’emancipazione politica dagli etruschi e, soprattutto, l’esito del
                  contrasto tra l’istituzione monarchica ed il ceto dei patrizi; questi ultimi, preoccupati dalle iniziati-
                  ve politiche popolari sostenute dai re etruschi (come la riforma centuriata e l’imposizione Qscale
                  progressiva), che sembravano condurre ad un sempre crescente peso della plebe, si assicurarono con
                  la cacciata di tarquinio il superbo il controllo politico e sociale attraverso un istituto oligarchico.
                  Vi è da aggiungere che vi fu un’altra componente che favorì la cacciata da roma degli etruschi: l’al-
                  leanza con i sabini. Questi ultimi, scendendo dai monti verso il latium vetus, andarono ad insidia-
                  re il Qanco etrusco. il periodo immediatamente successivo alla cacciata dei tarquini fu segnato da
                  una crisi militare ed economica per l’Urbe: dal punto di vista militare ci furono numerose campa-
                  gne contro le popolazioni vicine, colpevoli di sconQnare e razziare i territori romani o quelli degli
                  alleati, e crescenti tensioni interne, tra plebe e senato, che ruotavano intorno alla lex terentilia,
                  con cui i tribuni provarono a limitare i poteri dei consoli, e quindi quello dei patrizi, ma che non
                  arrivò mai ad essere votata. per quanto riguarda l’aspetto economico ci fu una grande recessione
                  economico-agricola dovuta all’emarginazione dei ceti plebei artigiani e mercantili.

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