Page 28 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli
nelle intersezioni tra storia e mitologia, la violenza sessuale è anche all’origi-
ne di importanti mutamenti costituzionali come la caduta dei sistemi tirannici. È
il caso dello stupro della matrona lucrezia da parte di sesto, Qglio di tarquinio
il superbo;
Perfetta sovrapponibilità tra stupro (più spesso, ratto) e matrimonio, il tala-
mo nuziale è il destino esclusivo ed ineludibile di ogni vergine greca e romana,
non a caso il mito punisce severamente colei che riQuta le nozze .
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sono tanto forti questi miti, da essere richiamati simbolicamente anche
durante le cerimonie u)ciali, con il Qne di renderle ancora più solenni. È quanto
accadeva in occasione del matrimonio: a sparta, come a roma, il corteo nuziale
assumeva le caratteristiche di un rapimento , la ragazza veniva strappata dall’ab-
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braccio della sua famiglia e trascinata via come una preda appena catturata per
essere condotta nella futura casa coniugale. la fanciulla rapita era a)data alle
mani di una donna chiamata mimfeutria che le rasava i capelli, la infagottava con
abiti e calzari maschili e la faceva coricare su un pagliericcio, sola e al buio. il
Qdanzato, che aveva consumato il pasto con i suoi compagni, come al solito,
entrava, le scioglieva la cintura, e prendendola fra le sue braccia, la portava sul
letto. dopo aver passato con lei un tempo assai breve, tornava a dormire con i
suoi compagni”. già nel rituale matrimoniale spartano si possono evidenziare
alcuni tratti salienti che caratterizzeranno la vita maschile e quella femminile, vita
pubblica e di gruppo per l’uomo, contrapposta all’isolamento e alla solitudine
della donna. tutto lo svolgersi del cerimoniale sembra voler, appunto, suggerire
mine orrendo macchiandosi del sangue di un suocero o di un genero e di non imprimere il marchio
del parricidio sulle creature che avrebbero messo al mondo, figli per gli uni e nipoti per gli altri.
accecate, quindi, dall’amore e dalla volontà di sedare quel con itto, le sabine arrivarono persino
a dare la colpa di quanto accaduto a sé stesse, pronunciando queste esatte parole: se il rapporto di
parentela che vi unisce e questi matrimoni non vi vanno a genio, rivolgete la vostra ira contro di noi:
siamo noi la causa scatenante della guerra, noi le sole responsabili delle ferite e delle morti, tanto
dei mariti quanto dei genitori. secondo la logica propagandata dalla leggenda, dunque, a dover
essere biasimate erano le fanciulle rapite o, al massimo, i loro padri superbi, i quali avevano osato
opporsi ai piani di grandezza di roma, impedendole di ottenere per via legale la longevità ed il
potere che le spettavano di diritto. dai cives era stato compiuto un vero e proprio stuprum, ma
l’atto era stato Qn dal principio considerato giustiQcabile, perché ispirato non da una mera brama
carnale, ma dal desiderio di garantire un futuro all’intera comunità. Fu proprio per il bene della
nascitura prole romana, d’altronde, che le sabine si dimostrarono a favore della pace, ed è con lo
scopo di instaurare una nuova concordia, sia pubblica che privata, che decisero di passare dal
ruolo di semplice oggetto conteso tra gli uomini a quello decisamente più dignitoso di matronae.
17 le Qglie del mitico re preto, insuperbite dalla loro bellezza, riQutarono molti pretendenti, o/en-
dendo così la dea era (protettrice del matrimonio) e il dio dioniso (protettore delle iniziazioni).
Verranno punite dagli dei che le colpiranno rendendole pazze. il loro risanamento avviene solo
dopo il loro matrimonio con il guaritore Melampo.
18 a roma, il rapimento simbolico della promessa sposa derivava direttamente dal ratto delle sabine.
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