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arteMisia 3.0. la condizione della donna nei secoli




             comportamentale  del  tutto  naturale:  l’uomo  prende  l’iniziativa  e  rincorre  la
             donna, che, invece fugge e, una volta raggiunta, prova a resistere, mostrando rilut-
             tanza al rapporto. il tentativo di solito risulta inutile: l’unica strada per sfuggire
             all’amplesso è quella di sacriQcarsi, uccidendosi o assumendo una nuova forma.
                  ovidio nell’Ars amatoria invita a non rinunciare al corteggiamento di una
             ragazza che sembra resistere, dal momento che la sua opposizione è in realtà un
             invito ad insistere nel tentativo di conquista, da qui deriva anche l’uso dell’espres-
             sione che “la violenza è gradita alle donne” (vis grata puellae ).
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                  la forza non è intesa in senso costrittivo: essa piuttosto “induce, conquista
             e seduce” ed è quindi gradita alla donna. la seduzione assume carattere inevitabi-
             le poiché l’uomo è mosso dall’eros. la portata pedagogica dell’epos fa elevare ad
             archetipo naturale dell’intimità questo modello;
                    le donne sole nell’antica Grecia erano guardate con estrema di denza,
             poiché simbolo di malvagità. la donna è causa di disgrazie come pandora , esper-
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             ta nei raggiri, negli inganni come circe , assassina come Medea , adultera come
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             elena. il saper mentire viene identiQcato come un’arma da parte della donna e
             Fedra che accusa il Qgliastro ippolito di averla violentata, diventa il simbolo di
             questa arte della dissimulazione che fa delle donne “un ambiguo malanno ”. il
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             non essere credute dalla comunità diventa allora il destino che accompagna le vit-
             time di violenza, nel mito come nella quotidianità.
                  cassandra ,  anche  lei vittima  della violenza  di aiace oileo  durante  la
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             7  rizzelli (2003: 115) fa notare come questa espressione era utilizzata dagli avvocati penalisti Qno a non
               molto tempo fa, e si trovava in testi di diritto penale (cfr. V. Mancini, diritto penale italiano, 7
               torino, 1951: 272) dove si parlava di una violenza carnale che non “costringe” ma “induce”, “con-
               quista” o “seduce” e che “soddisfa l’amor proprio e acquieta la coscienza della donna”.
             8  il suo mito è legato a quello del celebre quanto nefasto vaso (spesso rappresentato anche come scrigno
               o forziere) che le fu a)dato da zeus con la raccomandazione di non aprirlo mai, poiché la sua apertura
               avrebbe liberato tra gli uomini tutti i mali in esso racchiusi; ma pandora lo aprì.
             9  Questa Qgura mitologica compare per la prima volta nell’odissea, quale abitante nell’isola di eea.
               Questa dea, Qglia di elio, il dio sole e della ninfa oceanina, perseide, ha il potere di preparare dei
               potenti «pharmaka» con i quali trasforma a sua volontà gli uomini in animali. tale trasformazio-
               ne non fa perdere agli sventurati il proprio nous («consapevolezza»).
             10  citata da esiodo nella teogonia, ma anche ne “le metamorfosi” di ovidio, in cui uccide i suoi
               Qgli per o/rirli in dono a diana.
             11  cantarella, 1983.
             12  cassandra è una figura  della  mitologia  greca.  È  ricordata  da vari  autori  tra  cui  omero (sia
               nell’iliade che nell’odissea), apollodoro, Virgilio e igino. gemella di eleno, figlia di ecuba e di
               priamo re di troia, fu sacerdotessa nel tempio di apollo da cui ebbe la facoltà della preveggen-
               za. profetizzò terribili sventure ed era pertanto invisa a molti. la città di troia fu così conqui-
               stata dai greci, che le diedero fuoco, massacrandone i cittadini. i membri della famiglia reale si
               rinchiusero nei templi troiani, ma tutto ciò valse a poco. priamo morì sull’altare del santuario
               ucciso da neottolemo mentre cassandra, rifugiatasi nel tempio di atena, fu trovata da aiace

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