Page 21 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
P. 21
Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli
6
5
danae (fig. 3), e talvolta pure verso giovani principi, come il troiano ganimede
(fig. 4).
zeus, si innamorò perdutamente della fanciulla e decise di trasformarsi in un animale per poterla
possedere e conquistare. decise di assumere le sembianze di un toro bianco. europa lo vide per la
prima volta mentre si recava sulla spiaggia con le sue ancelle. ella trovò quell’animale molto bello
e tentò di cavalcarlo. il toro, allora, la rapì e scappò con lei attraverso il mare, Qno a raggiungere
l’isola di creta dove lì sedusse e concepì tre Qgli.
3 egina, una ninfa la cui bellezza venne notata da zeus che si tramutò in aquila per rapirla. zeus
portò la fanciulla su un’isola che poi avrebbe preso il suo nome, egina. lì la sedusse e concepì con
lei eaco e damocrateia.
4 elettra, insieme a due delle sue sorelle, fu amata da zeus; dalla loro unione nacque dardano, il
capostipite della dinastia di troia.
5 argo, dalle molte torri, era governata da acrisio che aveva una sola figlia danae, bellissima ma
che non poteva succedergli al trono. acrisio andò dunque a consultare un oracolo che gli rispo-
se che danae gli avrebbe dato un nipote maschio, il quale sarebbe diventato un grande eroe, ma
che sarebbe stato causa della sua morte e avrebbe poi regnato al suo posto. per impedire il com-
pimento della profezia, acrisio fece costruire una prigione sotterranea in una delle torri della
città con mura di bronzo, dove fece rinchiudere danae.
la sfortunata danae, fra le mura di bronzo, era controllata da sentinelle armate che avevano il
compito di non far passare nessun uomo. Ma giove (zeus) per penetrare nel sotterraneo e fare
che la profezia (volere degli dei) si avverasse, si trasformò in pioggia d’oro che, durante un tem-
porale piovve sulla torre e penetrò sotto terra, attraversando le pareti di bronzo, inzuppò di sé
danae addormentata, fecondandola.
Quando nacque perseo, il figlio di danae, acrisio, udendo i vagiti del piccolo, capì che gli era
nato un nipote, perse la testa dal terrore e, rinchiusi danae e il figlio in una cassa, li fece buttare
in mare per liberarsi di loro e cambiare il destino. per volere di giove la cassa rimase a galla e si
arenò sulla sponda dell’isola di serìfo, una delle cicladi, di cui era re polidette. il fratello del re,
mentre era a pesca, trovò la cassa ed i due naufraghi e li portò al palazzo di polidette che li accol-
se benignamente.
6 il tema mitico fondante di ganimede è costituito dalla sua bellezza, di cui si invaghirono sia il
re di creta Minosse sia tantalo ed eos, come infine il re degli dei zeus, così come si racconta
nelle varie versioni della stessa leggenda. nell’iliade di omero, diomede racconta che il signore
degli dei, affascinato dalla sublime beltà rappresentata dal ragazzo, lo volle rapire nei pressi di
troia in Frigia, offrendo in cambio al padre una coppia di cavalli divini e un tralcio di vite
d’oro: il padre si consolò pensando che suo figlio era ormai divenuto immortale e sarebbe stato
d’ora in avanti il coppiere degli dei, una posizione che era considerata di gran distinzione. zeus
per sottrarre ganimede alla vita terrena si sarebbe camuffato da enorme aquila; sotto tale aspet-
to si avventò sul giovanetto mentre questi stava pascolando il suo gregge sulle pendici del
monte ida, nelle vicinanze della città iliaca, se lo portò quindi sull’olimpo dove ne fece il suo
amato. per questo motivo nelle opere d’arte antiche ganimede è spesso raffigurato accanto a
un’aquila, abbracciato a essa, o in volo su di essa, e, in varie opere d’arte, è quindi raffigurato
con la coppa in mano. Walter Burkert ha trovato un precedente riguardante il mito di
ganimede in un sigillo in lingua accadica raffigurante l’eroe-re etana di Kish volare verso il
cielo a cavalcioni proprio di un’aquila. da alcuni viene anche associato con la genesi della sacra
bevanda inebriante dell’idromele, la cui origine tradizionale è proprio la terra di Frigia. tutti gli
dei erano riempiti di gioia nel vedere il bel giovane in mezzo a loro, con l’eccezione di era; la
consorte di zeus considerava difatti ganimede come un rivale più che mai pericoloso nell’af-
fetto del marito. il padre degli dei ha successivamente messo ganimede nel cielo come costel-
lazione dell’acquario la quale è strettamente associata con quella dell’aquila e da cui deriva il
segno zodiacale dell’acquario.
19

