Page 31 - Rassegna 2025-Edizione Speciale 1
P. 31

Miti e stereotiPi Di Genere nel corso Dei secoli




               dubbia moralità,  di)cilmente vittime
               di stupro.
                    Una vittima per essere credibile e
               creduta deve:
                      essere  triste,  piangere  o  essere
               sconvolta dopo lo stupro (ma non sem-
               pre le donne vittime di violenza hanno
               le stesse reazioni);
                      riportare  segni  di violenza  evi-
               denti sul corpo e reagire con forza;
                      denunciare subito.
                    si assiste perciò ad un capovolgi-
               mento dei ruoli ed è la vittima che deve
               dare prova della sua credibilità e dell’as-
               senza di responsabilità.
                    oltre all’epos greco, anche la tradi-
               zione romana, ci ha tramandato celebri
               episodi  da  cui  desumere  l’importanza
               per l’onore e la pudicizia violata.            Fig. 8. il suicidio di lucrezia
                    si presenteranno di seguito due racconti, rispettando l’ordine cronologico
               degli stessi, entrambi scritti dallo storico tito livio e facenti parte dell’opera Ab
                                                               23
               Urbe condita, nota anche con il nome di Historie. l’opera concerne la storia di
               roma suddivisa in diversi volumi, l’intento dell’autore era quello di mostrare gli
               e/etti negativi della monarchia, Qno alla sua degenerazione in tirannide, l’intento
               qui sarà quello di descrivere nei prossimi paragraQ l’istituto dello stuprum/adul-
               terium (con il racconto del suicidio di lucrezia fig. 8) nonché la condizione della
               donna (con il racconto di appio claudio e Virginia fig. 9).



               23  nacque nel 59 a.c. a padova, fu educato nella città natale, istruito prima da un grammatico, con
                  cui apprese a scrivere in un buon latino e imparò altresì il greco, e poi da un retore, che lo avvicinò
                  all’eloquenza politica e giudiziaria. Uno degli avvenimenti più importanti della sua vita fu il tra-
                  sferimento a roma per completare gli studi; fu qui che entrò in stretti rapporti con augusto, il
                  quale, secondo tacito, lo chiamava pompeiano ossia Qlo-repubblicano; questo fatto non compro-
                  mise la loro amicizia, tanto che godette sempre della stima e dell’ospitalità dell’imperatore, e per
                  suo consiglio il nipote e futuro imperatore claudio compose un’opera storica.  non ebbe tuttavia
                  incarichi pubblici, ma si dedicò alla redazione degli ab Urbe condita libri per celebrare roma e il
                  suo imperatore, e si impose ben presto come uno dei più grandi storici del suo tempo. Fu anche
                  autore di scritti di carattere QlosoQco e retorico andati perduti. ebbe un Qglio, che egli esortò a leg-
                  gere demostene e cicerone, autore di un’opera di carattere geograQco, e una Qglia, che sposò il
                  retore lucio Magio. non si sa quando sia tornato a padova, dove morì nel 17 d.c., secondo
                  girolamo: t. livius historiographus Patavii moritur.

                                                                                         29
   26   27   28   29   30   31   32   33   34   35   36