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DifESA E NUovE SfiDE
Soffermandosi sugli scenari “non fisici” di condizionamento declinati
mediante diffusione di informazioni ed opinioni, la citata pubblicazione militare
richiama gli esperimenti dello psicologo Solomon Asch che già negli anni 1950
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sostenne che in un mondo in cui la circolazione delle idee avveniva per contatto fisi-
co, mediante la stampa e attraverso radio e televisione, le persone tendono ad essere
fortemente influenzate dalle opinioni altrui, anche quando queste ultime portano
a conclusioni palesemente errate.
Tematica oltremodo condivisibile nel mondo contemporaneo, di fatto per-
manentemente immerso nella comunicazione generata da molteplici new e social
media, che è evidentemente ben chiara a competitors strategici dell’occidente come
la federazione russa, che ha deciso di attivare la propria rete Runet evidentemente
per sottrarre la sua opinione pubblica ai “rischi” di internet. Analogamente la Cina,
con lo stesso spirito impone al proprio interno l’utilizzo esclusivo di piattaforme
nazionali e, pur essendo tiktok nata cinese, ne ha vietato l’uso nel Paese. Quanto
detto conferma la validità dell’impostazione concettuale del comparto Intelligence
italiano, impegnato a contrastare le alterazioni mediante comunicazione con azioni
di fact-checking che mirano a verificare le informazioni per poi chiedere la rimozio-
ne dalla rete di quelle false attraverso strumenti di moderazione delle piattaforme
debunking. Tali azioni sono altresì condotte da cittadini organizzati su base nazio-
nale e sovranazionale, consapevoli o meno del loro ruolo di attive pedine della dife-
sa anche nazionale.
3. Minaccia cognitiva nei confronti del Paese. Esigenza di formazione delle
Forze Armate e dei cittadini alla “difesa cognitiva”
Dal documento emerge tuttavia che l’eliminazione dei contenuti non riduce
l’effetto dell’avvenuta esposizione e che invece rilevano maggiormente strategie e
strumenti di pre-bunking, cioè azioni a forte contenuto preventivo poste in essere
con strumenti di simulazione “(ad esempio bad news game) .
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34 L’esperimento di Asch è stato ideato dallo psicologo sociale polacco nel 1956 e sostiene che essere
membro di un gruppo è una condizione idonea a modif care azioni, giudizi e percezioni visive.
Nell’esperimento un soggetto è portato in una stanza con altri che hanno avuto istruzioni su come
comportarsi. Quando ai presenti viene fatta vedere un’immagine con tre linee numerate e si chiede
loro di identif care la linea più lunga, per primi rispondono dei soggetti che scelgono di proposito la
linea sbagliata. Cionondimeno il 32% dei soggetti interpellati dopo fornisce risposte scorrette, dimo-
strando che le persone tendono a conformarsi al gruppo nonostante l’evidenza. Sul punto si segnala
l’articolo del Corriere della Sera Tecnologia I 28 esperimenti psicologici che smascherano i nostri pre-
giudizi e condizionamenti (https://www.corriere.it/tecnologia/cards/i-28-esperimenti-psicologici--
che-smascherano-nostri-pregiudizi-condizionamenti/classe-divisa_principale.shtml) del 1 dicembre
2017.
35 Lo scenario descritto postula la necessità di contromisure equilibrate e compatibili con i valori
dell’occidente come sopra def niti e quindi la dottrina militare nazionale segnala la necessità di un
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