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PRotEzIonE dEllA CoMunItà E dEllA CoMPAGInE MIlItARE dAllA GuERRA CoGnItIvA
Da quanto precede emerge con chiarezza che la capacità di riconoscere una
minaccia cognitiva, al pari di quella cibernetica, deve costituire patrimonio comune
ad ogni cittadino, in quanto naturale destinatario del sistema comunicativo così
come è fruitore del mondo cyber, in una più ampia declinazione del concetto di
Difesa Civile, che può spingersi fino all’avvertito dovere civico di segnalare alle piat-
taforme fenomeni di distorsione di vario tipo come le fake news.
Si ritiene ora di doversi soffermare sulla preliminare capacità di autodifesa che è
richiesta agli appartenenti al mondo militare rispetto a una minaccia cognitiva veico-
lata da media tradizionali e da new e social media. Questo perché il condizionamento
di un appartenente al mondo militare come singolo, ma ancor più come appartenente
a una compagine, può costituire un obiettivo particolarmente remunerativo per qua-
lunque competitor, se solo si pensa che la compagine militare trova nella fedeltà alla
Patria, fino all’estremo sacrificio, il proprio paradigma esistenziale che già nell’antica
roma rendeva sacro il giuramento dei soldati (sacramentum e ius iurandum).
Questo perché lo status militiae già allora connotava coloro ai quali si chiedeva
di essere fedeli fino a mettere consapevolmente a repentaglio la propria vita (partico-
lare dovere di esposizione al pericolo degli appartenenti alle forze Armate, che nel
nostro ordinamento è comune anche agli appartenenti alle forze di Polizia, ivi incluse
quelle ad ordinamento civile). immediata declinazione del dovere di fedeltà alla Patria
è quello dell’obbedienza ai superiori gerarchici, essendo la gerarchia militare il più
cogente dei sistemi organizzativi intesi ad assicurare l’efficace espletamento dei doveri
istituzionali ed essendo il rapporto gerarchico, anche dopo l’apertura normativa al
mondo delle associazioni professionali di carattere sindacale fra militari, la più impor-
tante e stringente caratterizzazione delle relazioni fra militari e fra militari e loro supe-
riori non militari (Capo dello Stato, Ministro della Difesa, Sottosegretari) .
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4. Sviluppo etico e coesione delle Forze Armate nella prevenzione del con-
dizionamento cognitivo dello Strumento Militare. Ruolo dei comandanti
e delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale fra Militari
Minare la coesione dello Strumento Militare, indebolire la fiducia e la lealtà
dei militari nei confronti dei loro superiori in senso esteso, ivi incluso il livello poli-
tico, o tentare di farne convergere le convinzioni in una direzione preordinata ed
eccentrica rispetto al sistema valoriale di cui la nazione è portatrice è quindi forse da
alterati mediante tecnologie di intelligenza artif ciale, in modo tale da indurre in inganno sulla genui-
nità o provenienza del contenuto, arrecando un danno ingiusto alla persona rappresentata o men-
zionata”.
39 Sulle dinamiche di corretto contemperamento fra espletamento della funzione sindacale e rispetto e
doveri tipizzanti dei militari si veda l’articolo Attualità e validità della disciplina militare di fausto
Bassetta su rassegna dell’Arma dei Carabinieri nr. 2 anno LXX-aprile giugno 2023.
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