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DifESA E NUovE SfiDE




                  Questo racconto dell’orrore, documentato con barbara eccitazione dalle tele-
             camere degli smartphone dei suoi artefici e prontamente lanciato su varie piattafor-
             me della rete, anzichè suscitare unanime riprovazione, è stato invece accolto da
             molti con inspiegabile giubilo, anche quando le sequenze erano quelle integrali e
             non quelle censurate veicolate dalla maggior parte dei media. Un orrore che ha pro-
             dotto disimpegno morale in chi lo ha accolto con inumano entusiasmo e che secon-
             do taluni ha pure creato le premesse del disimpegno morale delle opinioni pubbli-
             che occidentali rispetto alla soglia di accettabilità della risposta israeliana all’aggres-
             sione. in questa prospettiva, nell’ambito delle strategie di influenza, il documento
             della Difesa sottolinea bene che la costruzione di percezioni sociali e l’inquadra-
             mento delle narrazioni possono influenzare il processo decisionale e l’evoluzione
             del  dibattito  pubblico,  in  particolare  su  argomenti  polarizzanti,  operando  sulla
             fiducia “nei processi elettorali, nelle istituzioni nazionali, negli alleati, nella classe
             politica”. L’elaborato evidenzia come proprio la fiducia in questi soggetti ed in que-
             ste dinamiche può essere in una nazione democratica il più strategico fra i target
             della disinformazione e misinformazione. Stiamo parlando di tecniche che tramu-
             tano i ritenuti punti di forza di un sistema democratico e le sue più nobili declina-
             zioni in concrete vulnerabilità e che possono finanche superare come target la pla-
             tea degli elettori, indirizzandosi direttamente verso quella teoricamente più resilien-
             te, attrezzata e reattiva composta dai decisori di un paese, allo scopo di influenzarne
             il modo di pensare e far loro spontaneamente scegliere di adottare determinati com-
             portamenti. il quadro delineato indica una dimensione di competizione cognitiva
             permanente nella quale, come anticipato, c’è spazio anche per metodiche di attacco
             alla mente con dispositivi fisici predisposti per indebolirla, come è stato ipotizzato
             per la cosiddetta Sindrome dell’Avana.
                  Con quest’espressione viene definito un deficit cognitivo susseguente ad anomale
             percezioni sensoriali e cognitive verosimilmente indotte da agenti esterni che costitui-
             rebbero in tal modo vere e proprie neuroweapons . operazioni che al pari e più di quelle
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             di disinformazione e misinformazione sollevano peraltro il problema dell’uso legittimo
             della forza, anche in funzione difensiva , con l’inevitabile conclusione che, con le dovu-
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             te distinzioni, è possibile considerare un’azione di influenza come “uso della forza” para-
             gonabile a quello convenzionale mediante operazioni tipicamente cinetiche .
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             28 Associate a ronzio auricolare, vertigini, spossatezza, nausea e mal di testa comparso in funzionari
               dell’Ambasciata americana a Cuba (2016-2017), del Consolato degli Stati Uniti a Guangzhou in
               Cina (2017) e nell’estate del 2021 in dif erenti località (Ginevra, vienna, Parigi, russia, Germania,
               Europa dell’est, Colombia e Washington D.C.).
             29 Di cui al Capitolo vii dello stesso Statuto delle Nazioni Unite che all’Art. 51 sancisce poi il divieto
               della cosiddetta “legittima difesa preventiva”.

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