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DifESA E NUovE SfiDE




             programmatico che, delineando gli indirizzi strategico-militare e specificando le
             aree di interesse e gli intendimenti da porre alla base dello sviluppo del ciclo di pia-
             nificazione generale e operativa della Difesa, nonché le modalità di impiego dello
             Strumento Militare, contiene chiari riferimenti al rapido evolversi dello scenario
             geo-politico. Nel premettere che il conflitto in Ucraina ha reso evidente alle opinio-
             ni pubbliche la pericolosità della “guerra ibrida”, esso evidenzia la stringente neces-
             sità di “mettere a sistema i domini classici (terrestre, aereo, navale) con quelli cyber
             e spazio, nonché con l’intero ambiente cognitivo”, sottolineando come “la sinergia
             fra queste dimensioni determini una tipologia di conflitto senza regole e limiti, che
             estende  il  teatro  di  guerra  alle  popolazioni  civili,  alle  reti  e  alla  Comunità
             internazionale” e come “Lo sviluppo e la rapida diffusione di nuove tecnologie
             genera oggettive difficoltà nel tracciare una linea di demarcazione netta tra difesa e
             sicurezza o, semplicemente, tra guerra e pace, anche per il crescente ricorso a milizie
             irregolari, azioni ibride cosiddette sotto soglia e campagne informative (o disinfor-
             mative)”. Un approccio che fa comprendere con chiarezza come emblematicamen-
             te, anche quando un cittadino di una nazione in pace si trova seduto a guardare la
             televisione sul divano di casa sua, segue un social o semplicemente consulta un sito
             sul suo smartphone, egli possa pienamente ritenersi un potenziale target di azioni di
             guerra ibrida in atto, segnatamente di tipo cognitivo ed informativo, oltre che cyber.
             Tale dilatazione della minaccia impone la simmetrica necessità di maturare una
             capacità  di  difesa  che,  per  i  domini  tradizionali,  è  monopolio  dello  Strumento
             Militare,  mentre  per  la  minaccia  ibrida  è  richiesta  anche  ai  semplici  cittadini.
             Costoro dovranno acquisirla tramite una specifica formazione da integrare in quel-
             la che un tempo si chiamava educazione civica ed oggi è invece denominata educa-
             zione alla cittadinanza. Una dilatazione dei domini e dei protagonisti della difesa
             della  nazione  in  senso  più  ampio,  che  oggi  rende  anacronistiche  e  palesemente
             incomplete le elencazioni enunciate da uomini politici pur dotati di straordinaria
             capacità oratoria che nel Novecento intendevano stimolare l’esaltazione delle masse
             di fronte all’impegno richiesto dalla guerra ai loro paesi. Basti pensare alla simmetrica
             retorica di Benito Mussolini che arringava i soldati “di terra di mare e dell’aria” nel discor-
             so con cui il 10 giugno 1940 annunciava l’ingresso dell’italia nella seconda guerra mon-
             diale ed a quella di Winston Churchill, quando il 13 maggio dello stesso anno dichiarò
             alla Camera dei Comuni Se chiedete quale sia la nostra politica risponderò: di muover guer-
             ra, per terra, mare e aria, con tutto il nostro potere e con tutta la forza che dio ci dà.
               (https://www.difesa.it/assets/allegati/28000/concetto_strategico_del_casmd_2022.pdf);  il  docu-
               mento, che aggiorna il precedente del 2020, integra gli atti di indirizzo emanati dal Ministro della
               Difesa, in particolare, la Direttiva di Politica Militare Nazionale (edizione 2022), la Strategia di
               Sicurezza e Difesa per il Mediterraneo (edizione 2022) e la Direttiva per la Politica industriale della
               Difesa (edizione 2021).

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