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PRotEzIonE dEllA CoMunItà E dEllA CoMPAGInE MIlItARE dAllA GuERRA CoGnItIvA
L’odierna estensione dell’orizzonte della competizione bellica fra stati - così
radicale e totalizzante, solo poco più di ottant’anni dopo quegli interventi - river-
bera in modo esponenziale sullo Strumento Militare. esso infatti, anche con l’au-
silio del mondo accademico ed industriale, è oggi chiamato all’individuazione
degli scenari evolutivi della minaccia, andando ben oltre terra, mare ed aria, valo-
rizzando anche la comunicazione strategica come fondamentale componente
della competizione cognitiva.
Come precisa l’anzidetta pubblicazione, infatti “le odierne attività cogni-
tive, assimilabili alla propaganda dello scorso secolo, si sono evolute e trasfor-
mate fino a raggiungere la dimensione, potenzialmente, di un vero e proprio
dominio operativo” in cui “le fake news, il controllo dei media, la strumentaliz-
zazione dei social network e la manipolazione informativa, sono da considerare
a tutti gli effetti terreno di scontro basato su armi contemporanee, capaci di
condizionare l’opinione pubblica e, in ultima analisi, destinate a influenzare i
decisori”.
in linea con queste analisi e conclusioni, anche il mondo dell’Intelligence ita-
liana, già nella Relazione annuale 2023 sulla politica dell’informazione per la sicu-
rezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Sistema di Informazione per la
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Sicurezza della Repubblica richiamando la dichiarazione finale del vertice sul-
l’agenda nAto 2030 tenutosi a giugno 2021, ricorda che saremo “chiamati ogni
giorno di più a confrontarci con minacce cyber e ibride, comprese le campagne di
disinformazione, e l’uso dannoso di tecnologie emergenti sempre più sofisticate,
come l’intelligenza artificiale, per fini malevoli”. essa indica altresì che “… la
federazione russa e la repubblica Popolare Cinese si sono confermate tra i prin-
cipali attori della minaccia ibrida, in grado di condurre campagne contro i Paesi
occidentali sfruttando alcune delle caratteristiche sistemiche che connotano le
nostre società, quali l’apertura dei mercati e le garanzie di libertà e indipendenza dei
media”.
il documento sottolinea che entrambe le indicate nazioni utilizzano i mol-
teplici vettori della minaccia ibrida (cosiddetto spettro DiMEfiL, ossia
Diplomatico, Intelligence, Militare, Economico-finanziario, informativo,
Legale), concludendo che “Nel complesso, l’italia e, più generalmente, i Paesi
occidentali continuano a dimostrare un buon livello di resilienza sia rispetto al
condizionamento dell’opinione pubblica, sia sul versante economico e della tute-
la degli asset strategici”.
24 Consultabile all’indirizzo https://www.sicurezzanazionale.gov.it/contenuti/relazione-2023; vedasi
pp. 86 e segg..
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