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PRotEzIonE dEllA CoMunItà E dEllA CoMPAGInE MIlItARE dAllA GuERRA CoGnItIvA




               paritetiche  componenti  dell’aeronautica  e  della  marina  compongono  le  forze
               speciali della Bundeswehr).
                    Alcuni esponenti delle indicate unità, costituite nel 1996, già pochi anni dopo
               la loro fondazione hanno evidenziato possibili infiltrazioni di matrice neonazista
               (un comandante è stato allontanato nel 2003 per esternazioni reputate estremiste
               ed antisemite; nel 2019 un ufficiale è stato allontanato per aver espresso opinioni
               nostalgiche dell’impero in cui non si riconosceva la repubblica federale e in un
               gruppo social aveva dichiarato che lo Stato non aveva il controllo dei profughi e che
               “fosse necessario prendere le cose in mano autonomamente”).
                    Posture incompatibili con il profilo di qualificati servitori dello Stato, come
               richiamato in occasione dei provvedimenti di parziale scioglimento assunti a loro
               carico dal ministro della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer, che in un’intervista
               alla Sueddeutsche zeitung richiamata dal quotidiano La repubblica sostenne: “chi
               lavora per il ksk ha capacità uniche ed è in grado di svolgere operazioni altamente
               specializzate. Più di altri soldati della Bundeswehr deve impegnarsi per la nostra
               costituzione e per l’ordine democratico e liberale. Non possiamo tollerare compro-
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               messi” . Le dichiarazioni del Ministro tedesco appaiono pienamente condivisibili:
               una deriva ideologica rispetto al complesso valoriale del sistema paese in qualsivo-
               glia direzione da parte di militari, per di più appartenenti alle forze Speciali, per il
               bagaglio addestrativo e tecnico di cui sono in possesso, oltre che per l’apicale tasso
               di riservatezza e segretezza che connota la generalità delle loro operazioni, appare
               esponenzialmente più perniciosa.
                    in questa prospettiva non si può non rilevare come proprio queste compo-
               nenti strategiche dello strumento militare operino da sempre in stretta sinergia con
               gli assetti di propaganda e guerra psicologica che in modo un pò grossolano ma in
               fondo non del tutto errato si potrebbero definire antesignani della guerra cognitiva.
               Non a caso già nel 1952 negli Stati Uniti, il 10° Gruppo forze Speciali dell’Esercito
               di stanza a fort Bragg (le united States Army Special Forces) addestrate alla guerra
               non convenzionale erano parte del Psychological Warfare Center. La deriva di sog-
               getti inquadrati in unità così specializzate ed al contempo così prossime agli assetti
               della guerra cognitiva sarebbe parimenti rischiosa tanto se dovesse sostanziarsi nella
               consapevole adesione ai valori di un’altra nazione o di altri gruppi di nazioni, matu-
               rata con intimo ed autonomo convincimento di operare in prospettiva autentica-
               mente  patriottica,  quanto  se  fosse  l’effetto  di  un’efficace  pressione  di  matrice


               44 Sull’argomento si veda l’articolo del quotidiano La repubblica del 30 giugno 2020 Berlino scioglie
                  unità delle forze speciali “compromesse” da estremisti di destra e neonazi di Tonia Mastrobuoni
                  (https://www.repubblica.it/esteri/2020/06/30/news/germania_sospese_le_forze_speciali_tedesc
                  he_troppi_nostalgici_e_neonazisti-260622546/).

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