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PRotEzIonE dEllA CoMunItà E dEllA CoMPAGInE MIlItARE dAllA GuERRA CoGnItIvA
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mondo militare finora munito, come noto, di organismi di rappresentanza militare .
L’innalzamento della dialettica fra associazioni professionali a carattere sinda-
cale fra militari (APCSM) e gerarchia, che agli esordi già si sta declinando rispetto
alla rappresentanza per toni più accesi delle stesse, evidentemente anche interessate
a catalizzare l’attenzione della platea dei potenziali iscritti e ad evidenziare legittima-
mente le priorità nei temi individuati da portare all’attenzione dei comandanti,
anche con modalità tali da differenziarsi dalle altre in termini di priorità, dovrà esse-
re gestita con senso di responsabilità e forte attaccamento alle istituzioni da parte
degli attori del processo decisionale di ambedue i lati del tavolo.
La maggiore vis argomentativa, consustanziale al nuovo modello rispetto a
quanto avrebbe dovuto caratterizzare (non sempre nei fatti) la postura degli orga-
nismi di rappresentanza, può infatti costituire terreno fertile per tentativi di infil-
trazione informati a pregiudiziali attacchi alle gerarchie ed ai Decisori politici.
Nel “cavallo di troia” di una rivendicazione apparentemente “sindacale” ed ancor
più nei suoi toni, potrebbero infatti insinuarsi finalità ultronee ed estranee al
sistema, tese a minare la coesione, principio fondante e caratterizzante delle rela-
zioni fra appartenenti alle forze Armate.
in questa prospettiva, attivare meccanismi di attenzione alle dinamiche
della guerra cognitiva da parte delle APCSM in favore di iscritti e delegati
oltre a quanto sarà fatto dall’Amministrazione Militare, potrà mostrarsi stra-
tegico in una prospettiva di protezione della funzione da tentativi di infiltra-
zione, politicizzazione e minaccia dell’interesse nazionale, ben più di quanto
non lo sia la formale adesione ai limiti ratione materiae delle tematiche ogget-
to di interazione fra le stesse e i comandanti, ben definiti dalla normativa di
settore.
in altri termini, solo con un’adesione etica al principio della difesa dalla
minaccia e dall’incursione cognitiva esse potranno garantire di assumere non solo
in termini di contenuti, ma anche di postura un’identità strutturata che chiarisca a
qualsiasi competitor l’inviolabilità del sistema rispetto alle minacce.
riprendendo le enunciazioni del Concetto Strategico del Capo di SMd per cui
47 La cosiddetta sindacalizzazione del mondo militare si avvia con la legge 28 aprile 2022, n. 46 “Norme
sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle forze armate e delle forze di polizia a ordina-
mento militare, nonchè delega al Governo per il coordinamento normativo” (https://www.normat-
tiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:LEGGE:2022-04-28;46!vig= ). in dettaglio, l’art. 1 rubricato
Diritto di associazione sindacale recita: “il comma 2 dell’articolo 1475 del codice dell’ordinamento
militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (https://www.normattiva.it/uri-
res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-03-15;66~art1475-com2) è sostituito dal seguente:
“2. in deroga al comma 1, i militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale
per singola forza armata o forza di polizia a ordinamento militare o interforze” (https://www.nor-
mattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-03-15;66).
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