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PRotEzIonE dEllA CoMunItà E dEllA CoMPAGInE MIlItARE dAllA GuERRA CoGnItIvA




                    Egli ha dunque innanzitutto l’esigenza di essere riconosciuto come autorevole
               dagli altri consociati, che in primis osservano l’adeguatezza della sua condotta.
                    in questa prospettiva, avendo sullo sfondo quanto abbiamo finora osservato
               in termini di guerra cognitiva, potrebbe non essere casuale che negli ultimi anni i
               militari sono stati destinatari di stringenti disposizioni sulla necessità di tenere atteg-
               giamenti e posture, anche nel web e nella dimensione virtuale in senso più ampio,
               sempre improntati ad evidenziarne oltre che semplice sobrietà, anche apoliticità,
               imparzialità e uno stile conforme ai valori repubblicani in generale e delle forze
               Armate in particolare.
                    Applicando  schemi  interpretativi  improntati  alla  conoscenza  della  guerra
               cognitiva, potrebbe corrispettivamente apparire non casuale che negli ultimi anni
               si sia assistito alla diffusione social di immagini e filmati di militari, anche in unifor-
               me, colti in atteggiamenti poco consoni, talora circolati con modalità così virali da
               far presupporre algoritmi di propagazione costruiti e finanche l’esistenza di regie
               intenzionate a delegittimare le forze Armate (e di Polizia), forse anche con il fine
               ultimo di delegittimare il paese, anche per la sua postura internazionale.
                    L’italia ha un posizionamento coerente con la sua Carta Costituzionale e con
               la  sua  storia.  Esso  appare  ben  evidenziato  anche  nella  premessa  del  Concetto
               Strategico del Capo di Stato Maggiore della Difesa, in cui si richiama l’adesione ad
               organizzazioni sovranazionali come declinazione di un percorso valoriale connota-
               to da volontà di mantenimento di pace e stabilità internazionale e salvaguardia dei
               diritti e della dignità dell’uomo , concludendo che “nel quadro delle alleanze, le
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               Nazioni Unite, la NATo e l’Unione Europea sono i nostri riferimenti valoriali e
               politici per la tutela della sicurezza e dello sviluppo economico e sociale”. Questi
               assunti si radicano nella Costituzione della repubblica e vengono frequentemente
               ribaditi dalle massime cariche dello Stato, come attesta emblematicamente l’intervento
               del Presidente Mattarella in occasione della parata militare della festa della repubblica
               2024: ...la Repubblica è grata alle donne e agli uomini delle Forze Armate per i compiti
               assolti negli impegnativi teatri operativi ove sono chiamati ad operare, nell’ambito delle
               missioni delle nazioni unite, di quelle frutto della solidarietà fra i Paesi dell’Alleanza
               Atlantica, delle decisioni alle quali abbiamo concorso in sede di unione Europea. la

               40 “Altro aspetto di primaria importanza è la connotazione valoriale della nostra politica strategica e
                  militare. il mantenimento della stabilità e della pace a livello internazionale, la salvaguardia dei diritti
                  e della dignità della persona sono, al tempo stesso, fra i compiti precipui delle forze Armate e uno
                  dei cardini dell’azione dell’italia nello scenario internazionale. Questi principi etici sono al cuore
                  della  nostra  Costituzione  e  del  perimetro  valoriale  internazionale,  le  Nazioni  Unite,  l’Unione
                  Europea e la NATo, al quale il nostro Paese è saldamente ancorato. il campo d’azione in questo set-
                  tore non smette di ampliarsi giorno dopo giorno e siamo consapevoli che la difesa di questi valori,
                  alla base della convivenza civile fra i popoli, rappresenta una vera e propria sf da globale che richie-
                  derà a tutti, e anche all’italia, un impegno rinnovato, mirato e determinato” (p. 2 della prefazione)

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