Page 170 - Rassegna 2025-4
P. 170

DifESA E NUovE SfiDE




             “Particolare rilievo dovrà essere riservato alla formazione di leadership a tutti i livel-
             li, ispirata da un complesso di competenze sempre più trasversali e bilanciate, sia di
             carattere manageriale, sia correlate alle cosiddette soft skill afferenti all’area cogniti-
             va e relazionale”, sarebbe auspicabile quindi che non solo i comandanti ai vari livel-
             li, ma anche il mondo delle APCSM si prefiggano di potenziare al proprio interno,
             segnatamente in favore dei dirigenti e di coloro che assumeranno cariche elettive,
             adeguate soft skill fra cui la capacità di riconoscere i termini di una minaccia cogni-
             tiva. Questo nell’avvertita consapevolezza che la coesione, lo spirito di corpo ed il
             convinto rispetto della gerarchia costituiscono declinazione del valore primario che
             deve caratterizzare ogni militare che è la fedeltà alla repubblica.
                  Un valore che per il suo livello apicale non è sicuramente idoneo o funzionale
             a limitare alcuna libertà, men che meno quelle di espressione e di esercizio del man-
             dato  di  rappresentanza  di  un’APCSM.  correttamente  ispirate  e  correttamente
             oriente.
                  Solo il conseguimento di una visione olistica della funzione della Difesa da
             parte di tutti gli attori di questo composito sistema - tanto da parte di coloro che
             sono chiamati ad espletare la nobile e delicata funzione di rappresentare il personale
             in dialogica e costruttiva simmetria con i comandanti, quanto da parte di questi
             ultimi, preposti all’altrettanto nobile funzione di garantire efficacia, efficienza del
             personale e al contempo pari benessere di quello stesso personale - senza aspettative
             neanche inconsce di “sconti” da parte dei primi in caso di incapacità a conseguire
             tali obiettivi, potrà garantire piena funzionalità dello Strumento Militare ed altret-
             tanta Sicurezza alla Nazione, proteggendola da tutte le minacce multi dominio, ivi
             inclusa quella che oggi pare la più insidiosa: quella cognitiva.
                  L’urgenza di costruire un capillare sistema culturale della Difesa Cognitiva
             passa preliminarmente dalla possibilità di disporre di strumenti espressamente pre-
             posti all’analisi ed al contrasto della minaccia cognitiva, la cui impellente necessità
             è stata ben evidenziata di recente dal Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto,
             che dopo le incursioni di droni ritenuti russi su aeroporti e siti strategici di diversi
             Stati europei ha nuovamente auspicato “un cambio di paradigma”, in grado di pro-
             muovere un articolato ed esaustivo sistema di analisi della multiforme minaccia che
             investe  la  Nazione,  rilevando  come  in  atto  la  componente  cognitiva  di  questa
             minaccia sia oggetto di attenzione di una pluralità di organismi.
                  in merito il Ministro ha rilevato che si impone invece la necessità di attivare
             un autentico “scudo nazionale”, proponendo di istituire un “Centro nazionale per
             la guerra ibrida” capace anche di intercettare le fake news, individuarne l’origine e





             168
   165   166   167   168   169   170   171   172   173   174   175