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DIRItto DISCIpLInARe e AntICoRRUzIone
inscindibile il versante privato dall’assolvimento dei doveri costituzionali, determi-
na quella che viene sinteticamente def nita la condizione militare.
Su questo aspetto riposa una delle principali dif erenze tra il rapporto di ser-
vizio militare e ogni altro rapporto con le pubbliche amministrazioni. La condizio-
ne militare, infatti, implica che la prestazione del cittadino in armi non corrisponda
con una specif ca attività professionale, bensì con l’intera attività della persona, con
“consapevole partecipazione, senza risparmio di energie f siche, morali ed intellet-
tuali af rontando, se necessario, anche il rischio di sacrif care la vita” (articolo 712
t.u.r.o.m.) . ne è corollario diretto ed imprescindibile un dovere di obbedienza
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“assoluto” (articolo 1347, comma 2, c.o.m.); ed è l’ordine, per antonomasia, lo stru-
mento di ef cacia dell’organizzazione militare .
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orbene, l’obbedienza sottesa al vincolo gerarchico determina una relazione
ambivalente che contrassegna due ambiti prescrittivi: da un lato, il dovere dell’infe-
riore di esecuzione pronta, rispettosa e leale degli ordini attinenti il servizio e la disci-
plina, in conformità al giuramento prestato (articolo 1347 c.o.m.; articolo 729
t.u.r.o.m.); dall’altra, in modo speculare, il dovere del superiore di impartire ordini
che, conformemente alle norme in vigore, siano inerenti alla disciplina e, quindi,
alle modalità di svolgimento del servizio e non eccedenti i compiti d’istituto (arti-
colo 1349 c.o.m.) .
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per quanto concerne il primo aspetto, deve evidenziarsi che la pervasività della
condizione militare implica che la tutela apprestata dall’ordinamento al rapporto
gerarchico si espanda anche sul prof lo della rilevanza penale, la cui denominatio a
potiori è l’articolo 173 c.p.m.p. e, in generale, l’intero titolo III del libro II di quel
codice.
e proprio la giurisprudenza e la rif essione dottrinale ampliatesi su questo
tipo di incriminazioni hanno via via meglio chiarito che la tutela apprestata all’en-
te militare attraverso la protezione delle irrinunciabili regole disciplinari è rivolta
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designa in una parola come il dover essere del militare (vds. in tal senso David Brunelli, Giuseppe
Mazzi, Diritto penale militare, Milano, Giuf rè ed., 2007, p. 321). Vds. anche Antonino Lo torto,
op. cit.: “Il rispetto delle regole disciplinari rivela la sicura consapevolezza che una delle componenti
della condizione militare è costituita fondamentalmente dal “senso della disciplina”, ossia dalla sen-
sibilità che consente di interpretare ed applicare con naturalezza i principi di deontologia professio-
nale che danno concreta conf gurazione all’etica militare […]” (ibi., p. 56, cit.).
30 Cfr. Riccardo Ursi, op. cit., p. 289. L’etica del dovere, spinta f no all’estremo sacrif cio, rimane
l’aspetto più importante e problematico per un militare ed ha sempre rappresentato un punto di
conf uenza, tra l’altro, del pensiero teologico cristiano (cfr. Fausto Bassetta, op. cit., pp. 48 e ss.).
31 Cfr. Riccardo Ursi, op. cit., p. 294.
32 Cfr. Riccardo Ursi, op. cit., p. 289.
33 Cfr. prendendo a riferimento la def nizione della sentenza Corte Cost., 21 gennaio 1991, n. 22, che
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