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DIRItto DISCIpLInARe e AntICoRRUzIone
variabile, che coincide appunto con i supremi obiettivi istituzionali delle Forze
armate.
Il controcanto, quindi, è che rendere elastica la f sionomia ordinativa della
compagine in armi vuol dire, da un lato, preservarne l’essenza, dall’altra evitare di
chiudere indebitamente ogni possibile accesso delle istanze tipiche della trasparenza
e, con essa, dell’anticorruzione.
3. La condizione militare e il dovere di obbedienza
Come è stato già osservato, il modello gerarchico rappresenta l’architrave della
funzionalità operativa delle Forze armate, imprescindibile fondamento dell’ef ca-
cia dell’intero sistema, il cui mantenimento della centralità costituisce - in un uni-
verso amministrativo che se ne af ranca sempre di più - la propria specialità, in
disparte rispetto ad ogni deriva manageriale o aziendalistica .
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Ciò che però assolutamente rileva in questa sede è che il vero tratto ancestra-
le dell’ordinamento militare risiede in una relazione interpersonale verticistica e
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piramidale, non fondata esclusivamente sui rapporti interorganici tra uf ci , ma su
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rapporti interpersonali . D’altronde, nell’attività militare operativa, ove viene in
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rilievo un’attività tecnica e non già una serie di atti giuridici, esiste propriamente
una duplicità di gerarchie: di comando (nelle varie unità operative: compagnia, bat-
taglione, reggimento ecc.) e di grado (tenente, capitano, maggiore ecc.), senza rela-
zione con la titolarità ef ettiva della posizione organizzativa .
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Quello che si realizza, cioè, è una piena “personalizzazione” delle relazioni
funzionali, sulla cui scorta si instaurano le regole della disciplina militare, a tutela
dei rapporti lavorativi tra i componenti della compagine in armi nella sua interezza,
e non solo nell’ambito del singolo segmento ordinativo.
Costituzione, in Diritto Costituzionale - Rivista Quadrimestrale n.1 vol. V, Milano, Franco Angeli
ed., 2022: “la sicurezza interna e la difesa esterna rappresentano storicamente il nucleo primigenio
ed irrinunciabile intono al quale si è consolidato lo stesso concetto moderno di Stato, che tradizio-
nalmente vede nella garanzia della sicurezza della comunità e nella tutela dei conf ni nazionali (oltre
che dell’integrità territoriale) una delle sue f nalità principali” (ivi, p. 21, cit.).
19 Cfr. Riccardo Ursi, op. cit., p. 287.
20 La def nizione è di Riccardo Ursi, op. cit., p. 287.
21 Cfr. Massimo Severo Giannini, Diritto Amministrativo, Milano, Giuf rè ed., 1993, vol. 1°, p. 311.
22 tra gli altri, edoardo Boursier niutta, Arturo esposito, Elementi di diritto disciplinare militare,
Roma, Laurus Robuf o ed., 2002, p. 46; Riccardo Ursi, op. cit., p. 288; Sabino Cassese (a cura di),
Istituzioni di diritto amministrativo, Milano, Giuf rè ed., 2006, p. 77. Sulla connotazione “perso-
nalistica” della gerarchia, vds. in particolare Fabrizio Fracchia, Il principio di gerarchia come paradig-
ma di funzionalità dell’amministrazione militare, in Riccardo Ursi, Difesa e Cost., p. 81.
23 Così vds. Fabrizio Fracchia, op. cit., p. 79, cit.
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