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IL DomInIo ELAsTICo DELLA TrAsPArEnzA mILITArE
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Dal principio di gerarchia, infatti, derivano razionalmente per i militari
doveri di subordinazione nei confronti di tutti i superiori di grado, e non solo nei
riguardi del diretto superiore gerarchico .
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Questa meccanica tentacolare, sostanza del rapporto di subordinazione, è un
tratto distintivo ineludibile, posto a condizione dell’operatività dell’intero sistema,
al punto che ne è a baluardo non solo la congerie precettiva e sanzionatoria ricavata
dal diritto positivo per preservare l’ortodossia dei comportamenti, ma anche il
quantum deontologico minimo richiesto al singolo militare, ovvero la piena consa-
pevolezza della necessità della disciplina militare: “regola fondamentale per i citta-
dini alle armi in quanto costituisce il principale fattore di coesione ed ef cienza”
(articolo 1346, comma 1, c.o.m.). ogni militare, in conseguenza, nelle relazioni di
servizio e disciplinari è tenuto ad osservare la via gerarchica, senza poter utilizzare
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strumenti di relazione indiretti .
L’ef cienza operativa, quindi, discende dalla compliance alle norme di status
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e sulla disciplina che impongono ai militari non soltanto di rispettare regole e pro-
cedure, ma anche di governare la propria condotta - in servizio e fuori servizio- allo
scopo di contribuire per quanto di pertinenza all’assolvimento della missione isti-
tuzionale .
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La consapevole ed olistica compenetrazione nei meccanismi etici e funzionali
delle Forze armate , che assorbono l’individuo su una sfera esistenziale, giacché è
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24 Cfr., ad es., Quirino Camerlengo: “La struttura militare appare sorretta da uno spiccato rigore geo-
metrico […] è tutto sommato il frutto di scelte organizzative razionali, concrete, provviste di un
intrinseco equilibrio, in sintesi una macchina complessa che si muove attraverso ingranaggi e mec-
canismi ordinati, coerenti e ben rodati” (op. cit., pp. 56-57, cit.).
25 Cfr. edoardo Boursier niutta, Arturo esposito, op. cit.: “Dal principio di gerarchia […] derivano
per i militari doveri di subordinazione nei confronti di tutti i superiori in grado, ma anche nei con-
fronti dei parigrado o cioè addirittura di soggetti di grado inferiore, purché questi siano investiti di
funzioni di comando o di cariche direttive” (ibi., p. 46, cit.); art. 715, 1° c., lett. b) t.u.r.o.m.
26 Cfr. in tal senso Vito poli, Fausto Bassetta, La disciplina militare, commento al Codice
dell’ordinamento militare, Roma, Laurus Robuf o ed., 2019, laddove il rapporto di subordinazio-
ne viene def nito “valore in sé da tutelare e garantire anche con previsioni di natura penale” (ibi, p.
27, cit.). Il t.u.r.o.m. assurge a precetto questa procedimentalizzazione agli art. 712, c. 2 (salvo le
deroghe stabilite dal successivo art. 735, c. 2).
27 Il termine non è incidentale, ma deliberatamente evocativo: non può trascurarsi quanto proprio i
programmi di compliance anticorruzione siano, infatti, uno strumento fondamentale nel settore
privato, orbitante sul nuovo approccio societas delinquere potest della l. 231/2001. L’ISo 37001,
attuale cardine regolatorio degli operatori economici, diversamente da altri standard dello stesso tipo
(9001, 14001, 27001, ecc.), ha uno scopo espressamente indirizzato alla prevenzione del reato (la
corruzione) assicurando la compliance con le normative anticorruzione.
28 La rif essione è di Antonino Lo torto, La condizione militare nell’ordinamento delle Forze Armate,
Milano, Giuf rè ed., 2010, p. 120.
29 precipitato positivo delle cosiddette “matrici pregiuridiche della disciplina militare”, per le quali si
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