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SCIENzE INVESTIGATIVE
Ad esempio, in uno stabilimento lattiero-caseario automatizzato, il sistema
informatico potrebbe impedire il confezionamento di mozzarella DOP se il gemel-
lo digitale di quel lotto non ha tutti i parametri conformi (latte proveniente da stalle
autorizzate, controlli sanitari a posto, ecc.), bloccando quindi sul nascere la possibi-
lità di vendere merce non conforme con etichetta DOP. Questo tipo di automazio-
ne trustless garantisce che solo il prodotto rispondente ai criteri venga immesso sul
mercato, delegando alla tecnologia quei compiti di controllo che richiedono ispe-
zioni umane continue. Chiaramente, dietro questi scenari c’è la necessità di infra-
strutture digitali robuste: connessioni Internet veloci anche in aree rurali, standard
aperti per l’interoperabilità tra sensori, database e blockchain, nonché formazione
del personale agricolo all’uso di questi strumenti. Su quest’ultimo punto, è cruciale
il ruolo delle istituzioni formative e delle associazioni di categoria nel dif ondere
competenze digitali tra gli operatori della f liera, af nché l’innovazione non resti
conf nata a poche grandi aziende ma diventi patrimonio dif uso.
7. Limiti applicativi e giuridici alle potenzialità della blockchain
Dalle potenzialità tecnologiche si passa così alle ricadute applicative: come
illustrato, numerosi studi dottrinali hanno messo in luce come la blockchain possa
raf orzare la tutela del Made in Italy, il contrasto alle frodi alimentari, la certif ca-
zione dell’origine e la qualità dei prodotti. I vantaggi principali individuati sono
immutabilità, trasparenza e tracciabilità end-to-end.
Un dato registrato su blockchain - come il luogo e la data di raccolta o il nume-
ro di lotto - non può essere modif cato retroattivamente senza lasciare traccia,
garantendo un livello di sicurezza e af dabilità superiore a qualunque registro car-
taceo o database tradizionale. Come osserva Remotti , le nuove tecnologie, tra cui
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blockchain e Internet of Things (IoT), possono integrare e potenziare gli strumenti
classici di tutela - marchi e indicazioni di origine - of rendo una maggiore ef ettività
agli interessi protetti dalle norme alimentari e industriali. In concreto, una block-
chain di f liera consente di documentare ogni passaggio produttivo, rendendo più
complesso l’inserimento sul mercato di prodotti contraf atti o di origine incerta.
Un caso emblematico è quello dell’“Italian sounding”: attraverso un registro
distribuito, un consorzio di tutela potrebbe fornire distributori e consumatori di
uno storico digitale verif cabile di ciascun autentico prodotto italiano, rendendo
immediatamente riconoscibili le imitazioni prive di tale “pedigree digitale”.
35 Si veda Giorgio Remotti, Possibili funzioni ausiliarie delle tecnologie blockchain per marchi e indi-
cazioni di origine: tracciabilità della filiera agroalimentare, dinamica competitiva e meccanica mer-
cantile, in AA.VV., MediaLaws, in Rivista di diritto dei media, Vol. 3, Università Bocconi -
Dipartimento di Studi Giuridici, 2021.
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