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SCIENzE INVESTIGATIVE
7.2 Interoperabilità e standard
Uno dei principali ostacoli alla piena dif usione della blockchain nel settore
agroalimentare è rappresentato dall’assenza di standard condivisi. Oggi, infatti, cia-
scuna azienda o consorzio tende a sviluppare soluzioni proprietarie e non interope-
rabili, generando un mosaico di sistemi dif cili da integrare tra loro. In tale scena-
rio, le autorità di controllo si troverebbero a operare su piattaforme eterogenee, con
modelli di dato, protocolli e criteri di validazione dif erenti - un contesto che rischia
di vanif care i benef ci di trasparenza e tracciabilità promessi dalla tecnologia.
Esperti del settore, e in particolare il CSQA , sottolineano l’esigenza di def -
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nire standard aperti e interoperabili, preferibilmente nell’ambito di una strategia
nazionale coordinata.
L’obiettivo è quello di costruire un ecosistema digitale unico, nel quale i regi-
stri uf ciali (come fascicoli aziendali, registri di cantina, SIAN e banche dati zootec-
niche) possano alimentare automaticamente le blockchain di f liera, garantendo
coerenza, verif cabilità e continuità istituzionale dei dati. Senza un quadro norma-
tivo e tecnico di interoperabilità, la blockchain rischia di restare uno strumento spe-
rimentale e frammentato, adottato da pochi attori e privo di reale valore sistemico.
Solo l’integrazione con le infrastrutture pubbliche e con i sistemi informativi nazio-
nali potrà trasformarla in un meccanismo di tracciabilità universale, a benef cio del-
l’intera f liera agroalimentare e della f ducia del consumatore.
7.3 Privacy e protezione dei dati
L’utilizzo della blockchain deve necessariamente conformarsi al
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), che impone principi inderogabili di liceità,
minimizzazione, esattezza e limitazione della conservazione dei dati personali.
Tuttavia, la struttura stessa della blockchain - decentralizzata, distribuita e immuta-
bile - crea una naturale tensione con alcune prerogative riconosciute agli interessati,
in particolare con il diritto alla rettifica (articolo 16) e con il diritto alla cancellazio-
ne o “diritto all’oblio” (articolo 17) .
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39 Si veda CSQA Certif cazioni, L’implementazione della blockchain nel Food: vantaggi e rischi,
https://www.csqa.it/it-it/settori/agroalimentare,-biologico-e-packaging/l’implementazione-della-
blockchain-nel-food-vantaggi-e-rischi/, ultima consultazione 10 novembre 2025.
40 Il diritto di rettif ca (art. 16 GDPR) consente a ogni persona di ottenere la correzione o l’aggiorna-
mento dei propri dati personali inesatti o incompleti, garantendo che le informazioni trattate siano
sempre veritiere e attuali. Il diritto di cancellazione, o “diritto all’oblio” (art. 17 GDPR), permette
invece di chiedere la rimozione dei dati quando non sono più necessari, sono stati trattati illecita-
mente o si revoca il consenso. Entrambi raf orzano il controllo dell’individuo sui propri dati, ma
pongono sf de rilevanti nei sistemi digitali immutabili, come la blockchain, dove la rettif ca o la can-
cellazione risultano tecnicamente dif cili da attuare.
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