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PRemio di RinvenimenTo neLL’eRA digiTALe




               te documentata, tempestiva e causalmente ef  cace nel processo di recupero, può
               legittimare l’attribuzione del premio. Si tratta di un ampliamento signif cativo del-
               l’istituto, che apre alla valorizzazione dell’intervento del cittadino digitale e ne rico-
               nosce il ruolo attivo nella tutela del patrimonio culturale, promuovendo una colla-
               borazione più ampia tra privati e istituzioni.
                    Questa nuova lettura si colloca nel solco tracciato dalla giurisprudenza del
               Consiglio di Stato, che ha già qualif cato il premio non come corrispettivo patrimo-
               niale, ma come riconoscimento incentivante per una condotta spontanea e civica a
               vantaggio dell’interesse pubblico. in tal senso, la decisione siciliana assume rilievo
               anche  sotto  il  prof lo  costituzionale,  ponendosi  in  linea  con  l’art.  9  della
               Costituzione e con il principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art. 118, pro-
               muovendo una partecipazione consapevole dei cittadini alla tutela dei beni cultu-
               rali.
                    Non meno signif cativo è il raccordo con l’orientamento europeo, in partico-
               lare con il Piano d’azione dell’UE contro il traf  co illecito di beni culturali (COM
               (2022)800 f nal), che sollecita il coinvolgimento della società civile e l’utilizzo di
               strumenti digitali per individuare i beni illecitamente circolanti nei circuiti globali
               dell’e-commerce e delle aste online. La convergenza fra diritto interno e politiche
               europee suggerisce così una nuova stagione del rinvenimento archeologico, in cui
               l’azione del singolo cittadino, anche al di fuori di contesti f sici, possa concorrere
               alla salvaguardia del patrimonio nazionale.
                    Tuttavia, tale apertura richiede attenzione: se da un lato favorisce una più
               ampia mobilitazione collettiva, dall’altro impone una rif essione sulla necessità di
               tutelare la qualità delle segnalazioni e prevenire derive verso un’archeologia “fai da
               te”, priva del rigore scientif co e delle garanzie di legge. il riconoscimento del con-
               tributo del cittadino digitale non può quindi prescindere da criteri oggettivi di
               attendibilità e correttezza dell’azione, pena il rischio di alimentare un attivismo
               improprio che potrebbe compromettere la tutela ef ettiva.
                    in def nitiva, la pronuncia del CGA rappresenta una svolta interpretativa che
               accompagna il diritto verso una dimensione più dinamica e inclusiva, in cui l’ar-
               cheologia si apre alla vigilanza dif usa della cittadinanza digitale, senza per questo
               rinunciare al presidio delle competenze tecniche e del controllo pubblico. Si delinea
               così un nuovo equilibrio tra partecipazione e responsabilità, che rif ette la comples-
               sità  della  tutela  del  patrimonio  culturale  nell’era  della  rete.inizio  modulo  Fine
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