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STUDI MILITARI
stava a nominarlo prefetto di Palermo, avrebbe dichiarato: “Io non voglio un poli-
ticante, voglio un soldato. Spero che questo Mori sarà altrettanto duro con i maf o-
si quanto lo è stato con i miei squadristi di Bologna” . Ef ettivamente Mori non fu
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mai fascista, ma vide nel totalitarismo la possibilità di conseguire risultati sfuggendo
alf ne ai lacci della democrazia . Dunque si caratterizzò per un doppio specialismo:
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da un lato in movimenti politici sovversivi, e dall’altro in maf a, a partire dal suo
primo servizio siciliano, a Trapani nel 1904 E d’altronde questa sua fama lo pre-
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cedeva già anche in Sicilia: il Giornale di Sicilia, il 25 giugno 1922, pubblicava un
articolo in cui si leggeva: “Il comm. Mori verrebbe ora a Palermo perché a Bologna
sostenne a spada tratta i socialisti e perseguitò i fascisti. Sarebbe questa nostra una
residenza di ripiego, una seconda punizione inf itta, in conclusione, per eccessivo
zelo all’ex questore di roma. È da osservare però che a Palermo non esistono lotte tra
socialisti e fascisti, e non è desiderabile che il comm. Mori venga a crearle. È da ribadire
che Palermo, giova ripeterlo, non è una prefettura di ripiego o di punizione” .
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Cinquant’anni dopo, Carlo Alberto Dalla Chiesa si trovò a fronteggiare
un’eversione diversa ma altrettanto pericolosa: il terrorismo politico degli anni di
piombo. Il primo incarico speciale gli venne af dato nel 1974, all’indomani della
vicenda che segnò il salto di qualità per le Brigate rosse, il sequestro del magistrato
Mario Sossi. Seguì nel 1977 quello relativo alla gestione delle carceri, quando si
trovò alle prese - tra le altre - con la questione dei detenuti politici. Giunse poi il
1978, l’anno del sequestro e dell’assassinio di Aldo Moro. In un clima di emergenza
nazionale, dalla Chiesa fu chiamato a guidare una nuova e più ampia azione di con-
trasto alle Br, fornendo un contributo decisivo alla loro def nitiva sconf tta .
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L’esperienza dei Nuclei antiterrorismo fu particolarmente importante non soltan-
to perché portò al def nitivo successo nella battaglia contro le Br, ma anche perché
costituì il modello al quale ci si ispirò per la creazione di strutture di questo genere
negli anni successivi. Il più diretto tra gli eredi fu sicuramente il raggruppamento
operativo speciale (ros), costituito nel 1990, anche perché ai posti di comando si
susseguirono alcuni degli uomini di Dalla Chiesa, tra cui Mario Mori. Con il ros
prendeva def nitivamente forma l’idea che potessero essere utilizzati in maniera
35 Niccolai B., in Ciulla F.P. (a cura di), Cesare Mori e Luigi Giampietro (1924-1930), la mafia in
ginocchio, Palermo, Centro Librario occidente, in collaborazione con Eclettica Edizioni, 2023, pp.
45-46.
36 Lupo S., Storia della Mafia, dalle origini ai giorni nostri, Donzelli Editore, roma, 2004, p. 154.
37 Lupo S., la Mafia, Centosessant’anni di storia, Donzelli Editore, roma, 2018, p. 146.
38 Ciulla F.P. (a cura di), op. cit., pp. 332-336.
39 Coco V., Il generale dalla Chiesa, il terrorismo, la mafia - Introduzione, Bari-roma - Editori
Laterza, 2022, p. 1.
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