Page 226 - Rassegna 2025-3
P. 226

STUDI MILITARI




             più vicino agli af ari e ai salotti buoni. Il problema era rappresentato non soltanto
             da coloro che genericamente temevano che la concessione di poteri speciali potesse
             portare con sé derive autoritarie - tornando ancora una volta a rievocare lo spettro
             di Mori -, ma anche da alcuni settori della Dc, sotto la pressione dei suoi esponenti
             locali . Per questo, l’Italia civile è più lenta, più ambigua, più tentata di ignorare. Il
                 14
             Generale appare consapevole dei rischi e del fatto che il suo nemico lo sta già “ascol-
             tando, misurando, verif cando alla lontana”. Ma si f da della sua esperienza, della
             sua “professionalità” e di un’idea forte di Stato .
                                                        15


             3.  Il confronto tra due stagioni dello Stato nella lotta alla mafia
                  Nel cuore dell’intervista in argomento, il generale Dalla Chiesa evoca il nome
             di Cesare Mori, il cosiddetto “Prefetto di Ferro” inviato in Sicilia negli anni Venti
             per combattere la maf a. Lo fa non per invocare un ritorno a metodi eccezionali o
             autoritari, ma per indicare con chiarezza quanto il modello di comando e di inter-
             vento assegnatogli a Palermo nel 1982 fosse inadeguato e ambiguo. “Non chiedo
             leggi speciali, chiedo chiarezza. Mio padre al tempo di Mori comandava i carabinie-
             ri di Agrigento. Mori poteva servirsi di lui ad Agrigento e di altri a Trapani, a Enna
             o  anche  Messina,  dove  occorresse” .  Il  Prefetto  faceva  riferimento  al  fatto  che
                                              16
             Cesare Mori avesse avuto potere di emettere ordinanze di polizia eseguibili senza
             ulteriore formalità in tutte le province della Sicilia . La dichiarazione del Generale,
                                                          17
             densa di riferimenti storici e personali, si condensa tutta la frustrazione del prefet-
             to-generale: mentre a Mori era stato af  dato un incarico con reali poteri di coordi-
             namento e azione su scala regionale, a lui erano stati concessi soltanto onori formali
             e un titolo, ma nessuno strumento operativo specif co. Con riferimento alla sua
             nomina, nel comunicato uf  ciale del consiglio dei ministri non si faceva cenno in
             alcun modo ad un incarico speciale. Anzi, gli esponenti del governo ai quali fu
             richiesto un commento, forse per evitare che si scatenassero polemiche simili a
             quelle determinate dalla creazione dell’Antiterrorismo nel 1978, si af rettarono a
             sottolineare che in quella circostanza non c’era nulla di anomalo o eccezionale . Lo
                                                                                    18

             14  Coco V., op. cit., p. 196.
             15  Bocca G., Come combatto contro la mafia. l’ultima intervista del Generale Carlo Alberto dalla
               Chiesa,  in  la  repubblica,  10  agosto  1982.  riprodotto  in  Archivio  Antimaf a.  UrL:
               https://www.archivioantimaf a.org/interviste/intervista_dallachiesa.pdf Ultima consultazione
               novembre 2025.
             16  Bocca G., op. cit.
             17  Blando A. - Visconti C. (a cura di), Storia e diritto, il contrasto alla mafia siciliana dal secondo
               ottocento a oggi, Franco Angeli, Palermo, 2025, p. 188.

             224
   221   222   223   224   225   226   227   228   229   230   231