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STUDI MILITARI




                                       Prefetti a Palermo


                  Carlo Alberto Dalla Chiesa e Cesare Mori contro la mafia*

                                               Pietro Saviano**

                    L’articolo propone un’approfondita analisi comparativa tra due figure emblematiche
               della lotta alla mafia in Sicilia: Cesare Mori, il “Prefetto di Ferro” degli anni venti, e Carlo
               Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri e prefetto assassinato dalla mafia a Palermo nel
               1982. Attraverso il confronto tra i due, si mette in luce come l’efficacia dell’azione antimafia
               dipenda non solo dalle qualità individuali dei servitori dello Stato, ma soprattutto dal sostegno
               istituzionale, politico e giuridico loro garantito.
                    Dalla Chiesa, come ricordato da Giovanni Falcone, fu inviato a Palermo in un momento
               di gravissima emergenza, ma fu lasciato solo, privo di strumenti adeguati per affrontare una cri-
               minalità organizzata potente e ramificata. Le sue richieste di poteri operativi e normativi furo-
               no ignorate, trasformando il suo incarico in una missione simbolica ma inefficace. Falcone sot-
               tolineò come la lotta alla mafia richieda un’azione collettiva e sistemica, non l’eroismo isolato.
                    Il confronto con Cesare Mori, operativo tra il 1924 ed il 1929 con pieni poteri e sostegno
               politico diretto dal governo, evidenzia la distanza tra due stagioni dello Stato: una, pur contro-
               versa e autoritaria, dotata di mezzi straordinari; l’altra, democratica ma ambigua e disarmata.
               Entrambi, però, compresero la necessità di un approccio integrato: repressione, cultura della
               legalità e attacco al potere economico mafioso.
                    Il testo analizza inoltre la dimensione simbolica, educativa e civile dell’impegno di Mori
               e Dalla Chiesa, sottolineando l’importanza della formazione delle coscienze come strumento
               di lungo termine contro la mentalità mafiosa. In conclusione, l’articolo, attraverso l’eredità di
               due uomini di Stato, definisce la necessità di una strategia istituzionale chiara, coerente e con-
               divisa.
                    This article presents a comparative analysis of two emblematic figures in the fight against
               the Sicilian Mafia: Cesare Mori, the Fascist-era “Iron Prefect,” and General Carlo Alberto
               Dalla Chiesa, the Prefect of Palermo assassinated by Cosa Nostra in 1982. By juxtaposing their
               experiences, the study highlights how the effectiveness of anti-mafia action depends not only on the
               personal qualities of the State’s servants, but above all on the political, institutional, and legal
               support granted to them. While Mori operated in Sicily with extraordinary powers and firm
               governmental backing, Dalla Chiesa was instead left isolated in a context marked by widespread
               violence and political-mafia collusion, deprived of the tools necessary to confront organized crime.

               *  Articolo sottoposto a referaggio anonimo.
               ** Sottotenente, Uf  ciale addetto alla Scuola Marescialli e Brigadieri.

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