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STUDI MILITARI
nate . Insomma, non si era più come ai tempi dell’Antiterrorismo, quando “avevo
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dietro di me - ebbe a dire il Generale - l’attenzione dell’Italia che conta” . A rendere
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ancora più precaria la posizione del Prefetto era l’ambiguo rapporto con il mondo
politico. L’insof erenza del generale verso le ingerenze e le connivenze tra politica e
maf a era nota, tanto da causare frizioni dirette con personalità inf uenti come
l’onorevole Giulio Andreotti. In un incontro riservato, avvenuto prima della par-
tenza per Palermo, Dalla Chiesa dichiarò senza mezzi termini che non avrebbe fatto
sconti a quella parte dell’elettorato da cui traevano forza molti dei suoi interlocutori
istituzionali. Aveva inoltre scritto al Presidente del Consiglio Spadolini def nendo
la corrente andreottiana siciliana come “la famiglia politica più inquinata del
luogo” . Il nuovo Prefetto aveva chiaro che la lotta alla maf a richiedesse una nuova
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grammatica operativa e culturale. La sua visione si basava su un’analisi meticolosa
del fenomeno maf oso, da condurre non solo sul piano investigativo ma anche cul-
turale. Comprendere il linguaggio simbolico della maf a, la sua rete di relazioni eco-
nomiche, i meccanismi del consenso e le ambiguità delle élite politiche era condi-
zione imprescindibile per qualunque intervento ef cace. Allo stesso modo bisogna-
va andare oltre i conf ni geograf co-investigativi tradizionali: “Chiunque pensasse
di combattere la maf a nel ‘pascolo’ palermitano e non nel resto d’Italia non farebbe
che perdere tempo” . Anche per tali ragioni il magistrato Gioacchino Natoli disse
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che Carlo Alberto Dalla Chiesa fu, a suo modo, un precursore del metodo
Falcone . Entrambi rif utarono l’approssimazione e il protagonismo solitario,
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adottando un approccio sistematico all’indagine giudiziaria. Giovanni Falcone
avrebbe in seguito istituzionalizzato il modello del “pool antimaf a”, Dalla Chiesa ne
aveva già intuito i presupposti fondamentali: il rigore nell’analisi documentale, la
centralità del lavoro di squadra, la necessità di rispondere ad organizzazione con
organizzazione, sviluppando continuamente le conoscenze specif che sulle struttu-
re da contrastare e convogliando le informazioni in un unico terminale .
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2. L’allarme inascoltato di Carlo Alberto Dalla Chiesa
Nel cuore dell’estate del 1982, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa rilascia-
va a la repubblica un’intervista destinata a restare tra i documenti più emblematici
7 Ivi, p. 47.
8 Coco V., op. cit., p. 195.
9 Natoli G., in Scuola Uf ciali Carabinieri (a cura di), op. cit., p. 41.
10 Dalla Chiesa C. A., citato in Coco V., op. cit., p. 200.
11 Natoli G., in Scuola Uf ciali Carabinieri (a cura di), op. cit., p. 43.
12 Coco V., op. cit., pp. 223-224.
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