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STUDI MILITARI




             The article further explores the cultural and symbolic dimensions of anti-mafia efforts, showing
             how both men understood the importance of civic education and of targeting the Mafia’s econo-
             mic power. Drawing on Giovanni Falcone’s reflections and on the operational and moral legacy
             of these two prefects, the study underscores the need for a coherent, coordinated, and politically
             supported institutional strategy— one capable of transcending the limits of isolated heroism in
             the fight against the Mafia.


             SoMMArIo: 1. La lezione di Falcone su Dalla Chiesa: simbolo, metodo e abbandono. - 2.
                       L’allarme inascoltato di Carlo Alberto Dalla Chiesa. - 3. Il confronto tra due sta-
                       gioni dello Stato nella lotta alla mafia. - 4. Cesare Mori e Carlo Alberto Dalla
                       Chiesa. - 5. Conclusioni.

             1.  La lezione di Falcone su Dalla Chiesa: simbolo, metodo e abbandono
                  Nel 1991, a pochi mesi dalla sua tragica morte, Giovanni Falcone af  dava alla
             giornalista Marcelle Padovani una lunga serie di rif essioni sulla maf a, sulla giustizia
             e sulla propria esperienza di magistrato. Il risultato di quelle conversazioni fu Cose
             di Cosa Nostra, un testo che, alla luce della strage di Capaci del 23 maggio 1992, ha
             assunto un valore di straordinaria testimonianza storica. In quelle pagine il Giudice
             Falcone non solo espone il proprio metodo investigativo, ma of re anche conside-
             razioni di notevole lucidità su alcune f gure centrali della lotta alla maf a, tra cui il
             Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
                  Falcone restituisce l’immagine di un uomo solo, lasciato privo degli strumenti
             necessari a esercitare ef  cacemente il proprio mandato nella Palermo insanguinata
             dei primi anni ottanta. È lo stesso Falcone a sottolineare come la professionalità
             nella lotta alla criminalità organizzata non possa fondarsi sull’azione individuale,
             ma debba necessariamente poggiare su un lavoro corale, coordinato, capace di fron-
             teggiare un’organizzazione potente e ramif cata quale Cosa Nostra. L’eccessiva per-
             sonalizzazione degli incarichi, osserva il magistrato, costituisce un limite strutturale
             dell’antimaf a  istituzionale,  al  pari  della  sottovalutazione  della  reale  portata  del
             fenomeno maf oso . Il caso di Dalla Chiesa si inscrive emblematicamente in questa
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             dinamica. Giunto a Palermo il 30 aprile 1982, investito di grandi aspettative media-
             tiche e simboliche, non ebbe il tempo materiale né il supporto necessario per strut-
             turare un’ef  cace azione di contrasto che potesse restituire un dif uso senso di f du-
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             cia nelle istituzioni . rispetto alla sua nomina, prima ancora di giungere al pensiero
             dei maf osi, c’erano i componenti della galassia del “garantismo”, tra cui Leonardo
             1  Falcone G. - Padovani M., Cose di Cosa Nostra, 22ª edizione, Milano: rizzoli - rCS Libri, 1993, p.
               159.
             2  Coco V., Il generale dalla Chiesa, il terrorismo, la mafia, Bari-roma - Editori Laterza, 2022, p. 190.
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