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PreFeTTI A PAlerMo: CArlo AlBerTo DAllA ChIeSA e CeSAre MorI CoNTro lA MAFIA
binieri e miliziani, con cui operava rastrellamenti sistematici da una città all’altra.
Per costringere i sospettati alla resa, si ricorreva spesso a metodi estremi come la con-
f sca dei beni e altre forme di pressione: si pensi alle prime fasi del famoso assedio di
Gangi, quando tutte le mucche trovate in casa dei briganti, ad esempio, vennero
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immediatamente macellate e vendute sottocosto alla popolazione , al comunicato
col quale intimò a quei briganti di costituirsi per evitare che si procedesse “base
responsabilità carico famiglie, possedimenti di qualsiasi genere favoreggiatori f no a
estreme conseguenze legge” , ovvero al suo discorso del 5 aprile 1926 a Piana dei
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Greci, quando invitò la maf a a «redimersi», precisando: «pagare i debiti verso la
giustizia del proprio paese, restituire il mal tolto e rientrare nella vita in purezza, in
umiltà in lealtà. Questo vuol dire redimersi, non altro. È dif cile, non è per tutti,
ma è così” . Numerosi furono anche i decreti patrimoniali adottati dal cosiddetto
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“prefetto di ferro”, volti a f accare non solo l’infrastruttura criminale, ma anche la
sua forza economica. In un programma d’azione redatto da Mori, tra gli obiettivi
principali f gurava quello di battere la maf a: “principalmente nel sistema associati-
vo, nelle basi di appoggio […], nella consistenza patrimoniale e nella rete di interessi
che ne forma il tessuto connettivo e protettivo” . Nella pratica, Cesare Mori si con-
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centrava anche sui parenti dei latitanti, spesso benef ciari indiretti dei proventi
maf osi. Scrive infatti: “I parenti di latitanti presenti nel territorio, dei quali risulti
che percepiscono aiuti f nanziari o traggono benessere dal ricercato, saranno invita-
ti a comprovare la provenienza del denaro, degli oggetti, degli animali e dei beni in
genere dei quali fossero in possesso. [...] Qualora le spiegazioni non siano esaurienti,
o resti dimostrato provenire il denaro o i beni discussi dal latitante, sarà provveduto
a norma di legge” . Mori comprese che la maf a non si risolveva in una mera vicen-
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da delinquenziale, trattandosi piuttosto di un vero e proprio centro di potere eco-
nomico e la sua campagna ha fatto da dato avvio al primissimo impiego di uno stru-
mento ablatorio - per molti versi assimilabile all’odierna conf sca di prevenzione
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nella storia della giustizia italiana.
45 Di Figlia M., Alfredo Cucco, Storia di un federale, Quaderni Mediterranea ricerche storiche,
Palermo, 2007, p. 91. UrL:
https://en.wikipedia.org/wiki/Sicilian_Maf a_during_the_Fascist_regime Ultima consultazione
giugno 2025.
46 Ibidem.
47 Lupo S., la Mafia, Centosessant’anni di storia, Donzelli Editore, roma, 2018, p. 152.
48 Petacco A., Il prefetto di ferro. l’uomo di Mussolini che mise in ginocchio la mafia, Milano, 1975, p.
81.
49 Mori C., op. cit, pp. 210-211.
50 Blando A. e Visconti C. (a cura di), op. cit., pp. 187-196.
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