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DOTTRINA
possibile ricostruire il circuito procedimentale e le autorità interessate per la loro
formulazione e valutazione.
Tanto premesso, l’impulso procedimentale è dato sempre dal Governo che,
contestualmente all’avvio delle attività istruttorie necessarie per l’attivazione del-
l’iter parlamentare (ai sensi della l. 145/2016 ovvero in ordine alla decretazione
d’urgenza) per l’autorizzazione di una nuova missione internazionale, darà manda-
to al Dicastero della Difesa di procedere alla pianif cazione della congiunta opera-
zione militare . Nell’ambito di quest’ultima macro-attività, tra le varie incomben-
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ze, vengono elaborate le ROE , che a seconda della tipologia di missione interna-
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zionale, potranno essere:
➣ recepite dall’organizzazione internazionale sotto la cui egida sarà condotta
l’operazione ;
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➣ elaborate in proprio, nell’ipotesi di operazione militare condotta in solitu-
dine o comunque senza che vi siano ROE comuni rese disponibili da un’organiz-
zazione internazionale.
In ogni caso, le ROE dovranno essere elaborate in lingua italiana (nel caso di
regole ricevute da un’organizzazione internazionale queste dovranno essere tradot-
te), messe a sistema con le necessità discendenti dalle esigenze tattico-operative della
missione misurandone quindi la loro adeguatezza; soltanto nel primo caso, l’A.D.
procederà, in luogo dell’elaborazione in proprio, alla disamina delle ROE interna-
zionali ricevute andando ad individuare su quali di queste applicare eventuali cave-
at e, all’atto dell’autorizzazione parlamentare, restituirle all’organizzazione inte-
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ressata notiziandola circa i caveat applicati.
In punto di autorità interessate al processo in questione, avremo in primis il
Ministero della Difesa che, ricevuto mandato dal Governo, attiverà il Capo di
SMD, il quale si avvale del Comando Operativo di Vertice Interforze, precipua-
mente competente per la gestione di tali compiti poiché ordinalmente preposto a
51 Il processo di pianif cazione di una operazione militare italiana è standardizzato a quello NATO, rin-
viene pertanto la sua principale dottrina nella NATO, AJP-5 Allied joint doctrine for the planning of
operations, Ed. A-Version 2, MAY 2019 (in www.coemed.org).
52 Il processo di elaborazione nazionale della ROE, come detto, è standardizzato a quello NATO. Cfr.
NATO Legal Deskbook, II ed., 2010, 258 ss.
53 Cfr. NATO, AJP-5 Allied joint doctrine for the planning of operations, Ed. A-Version 2, MAY 2019,
91 ss., in www.coemed.org.
54 Un episodio storico di caveat italiano è il divieto alle forze italiane dispiegate nell’ambito della missione
ISAF in Afghanistan di consegnare al governo locale persone che potrebbero essere oggetto di condan-
na a morte (vigente nello Stato afgano). Questo in armonia con il disposto dell’art. 27 Cost. e dell’art.
11 della Convenzione europea di estradizione e con le pronunce giurisprudenziali in merito (C. Cost.
sent. n. 54/1979 e n. 223/1996 e Corte EDU sent. n. 22142/07). Cfr. A. Marucci, Il Caveat: strumento
di garanzia o di gestione delle operazioni fuori area?, in Informazioni della Difesa, n. 2, 2009, 37.
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