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LE REGOLE DI INGAGGIO
approfonditamente aspetti tecnico-tattici della specif ca missione i quali dovrebbe-
ro peraltro periodicamente essere aggiornati. Pertanto, si comprende che la materia
da disciplinare risulta essere molto tecnica, mutevole e da adattarsi a specif che cir-
costanze concrete, per cui il rinvio alle ROE, intra vires elaborate dallo SMD e
approvate dal Ministro della Difesa, non parrebbe essere privo di senso, al contrario
si direbbe essere una scelta sensata. Ad ogni buon conto, come cennato supra, si
tenga altresì in debita considerazione che, nell’ambito del processo autorizzativo
delle missioni internazionali ex lege 145/2016, l’eventuale convocazione del
Consiglio supremo di difesa, anche grazie ad una diretta interlocuzione con i vertici
delle FF.AA., consente al Presidente della Repubblica una maggiore e migliore
cognizione di causa in merito alla partecipazione dell’Italia alle missioni internazio-
nali, f nanche su prof li sottratti al perimetro autorizzativo delle Camere quali quel-
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lo delle ROE .
Inf ne, al netto dei suddetti aspetti conclusivi, chi scrive è dell’opinione che al
termine di quattro decenni di numerose e rilevanti missioni internazionali svolte
dall’Italia, sarebbe auspicabile avere una fonte di rango secondario, quale potrebbe
essere un decreto ministeriale, che disegni l’iter elaborativo e autorizzativo, oggi
lasciato alla prassi amministrativa, e f ssi i principi cardine entro cui le ROE trovino
i loro limiti e i loro fondamentali. Tutto ciò anche solo ai f ni di una maggiore cer-
tezza del diritto e per aderire al generale principio della trasparenza amministrativa,
temperato da tutti gli accorgimenti del caso dovuti alle imperative necessità di sicu-
rezza e riserbo che richiedono le attività castrensi.
72 Cfr. R. Ursi, L’amministrazione militare, Torino, 2019, 155; cfr. S. Setti, Le regole di ingaggio, in
Rassegna della giustizia militare, 2019, IV, 74 ss.
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