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STUDI MILITARI
San Camillo de Lellis
Patrono della Sanità militare
Giovanni Cardillo*
1. Porta il suo nome il più grande ospedale di Roma e a lui, nella medesima
città, è intitolata una moderna e prestigiosa università degli studi (Unicamillus); del
pari, numerosi circoli, associazioni e confraternite in Italia ed altre parti del mondo
lo hanno come punto di riferimento nella pratica del suo insegnamento e nella con-
dotta di vita.
Stiamo parlando di Camillo de Lellis, il Santo degli infermi. Nasce da agiata
anche se non ricca famiglia, il 25 Maggio 1550 a Bucchianico in provincia di Chieti
(già contea di Mariano d’Alagne, ai primi del cinquecento era feudo del Marchese
Marino Caracciolo).
Il padre, Giovanni, è uomo d’armi ed è stato, tra l’altro, comandante di un
presidio militare avente il compito di difendere le coste adriatiche dalle incursioni
dei Turchi; la madre Camilla Campiello, da cui prende il nome, lo partorisce,
secondo alcune testimonianze rese nel processo di beatiAcazione, all’età di ses-
sant’anni e perciò veniva soprannominata Santa Elisabetta, nome della moglie di
Zaccaria che, in età avanzata, ebbe il Aglio Giovanni Battista.
2. Camillo ebbe una gioventù burrascosa, occupando il tempo con il gioco dei
dadi e le risse con i compagni.
Dopo aver partecipato con il padre alla guerra contro i Turchi, fu costretto a
ricoverarsi presso l’Ospedale San Giovanni degli Incurabili di Roma, per farsi cura-
re da una fastidiosa ulcera al piede; qui, poi, lavorò come inserviente, ma fu presto
licenziato per la scarsa propensione a svolgere i suoi compiti e l’insistente passione
per il gioco. Seguì un periodo alquanto travagliato caratterizzato dall’attività come
soldato di ventura al servizio di Venezia e dallo sperpero del denaro guadagnato Ano
a ridursi a chiedere l’elemosina.
In un passaggio a Napoli - è Benedetto Croce (La Critica, 1931, 310 e s.) a rac-
contarlo - Camillo, che già aveva perso al gioco la spada, l’archibugio, i Aaschi della
* Medico Chirurgo.
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