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La cattura DI MattEo MEssIna DEnaro
gelando coraggiosamente alcuni segmenti di indagine improduttivi o abbandonan-
do ipotesi operative, rivelatesi inconcludenti, prima percorse; il complesso delle plu-
rime attività tecniche (intercettazioni ambientali e telefoniche e ampia piattaforma
tecnica di sorveglianza) e dinamiche (pedinamenti, osservazioni e controlli estenuan-
ti, svolti nei suoi confronti e del suo stretto circuito di riferimento) conduceva, inol-
tre, a ipotizzare che proprio Rosalia Messina Denaro avesse stabilito un originale e
riservato canale di comunicazione - non ancora scoperto dagli investigatori, benché
fossero state approfondite, lunghe e senza soluzione di continuità le indagini sul suo
conto - con il fratello latitante.
Su questo percorso investigativo, in ordine di tempo, l’ultimo e maggiormen-
te signiOcativo momento topico si colloca al 6 dicembre del 2022.
Quel freddo martedì pomeriggio, alcuni Carabinieri con elevate capacità tec-
niche dell’unità investigativa conosciuta con la denominazione di “Crimor”, in
forza di un decreto emesso dall’Autorità Giudiziaria di Palermo per procedere a
intercettazioni ambientali, facevano riservato accesso all’interno dell’abitazione
avita di Rosalia Messina Denaro, nel pieno centro urbano di Castelvetrano.
Questa ubicazione rendeva ancor più di2cile e rischioso l’ingresso, che poteva
ovviamente essere praticato in assoluta segretezza solo quando l’indagata avesse
lasciato l’abitazione.
L’operazione, che si sviluppava in circa due ore, permetteva di ampliare la
piattaforma tecnica di sorveglianza preesistente e consentiva, nella fase di ricerca di
altri appigli tecnici, di rinvenire occultato nella gamba cava di una sedia metallica
sistemata nella camera da letto un involucro di forma cilindrica, costituito da un
foglietto di carta arrotolato e avvolto da pellicola trasparente. L’acquisizione atipica
del manoscritto, riprodotto fotograOcamente e poi riposto dove era stato occultato
dall’indagata, costituiva, dopo dodici anni, il momento di svolta delle indagini. In
quel momento, la storia investigativa stava per essere riscritta.
La successiva analisi del documento, alla luce di quanto già precedentemente
ipotizzato grazie alle acquisizioni probatorie sullo stato di salute del latitante, con-
sentiva di tradurre quelle criptiche annotazioni in qualiOcati dati informativi sul
percorso clinico, dipanatosi nel precedente biennio, in ipotesi attribuibile a Matteo
Messina Denaro. Questi dati dovevano essere immediatamente e riservatamente
sviluppati per confermare le ipotesi investigative.
L’indagine, condotta in un arco temporale di poco più di un mese, si è svolta
lontano dal territorio siciliano e ha fatto leva sul funzionamento e sulla corretta ali-
mentazione del sistema informativo centralizzato del Servizio Sanitario Nazionale,
al quale l’unità investigativa ha avuto accesso grazie a una delega della Procura della
Repubblica di Palermo.
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