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STuDI MILITARI
Tale operazione ha permesso di raccogliere un’ampia mole di dati, che hanno
progressivamente indirizzato l’attenzione su ottantanove pazienti anonimi, di cui
ventidue avevano generato ussi informativi provenienti da strutture sanitarie pub-
bliche e private distribuite in Sicilia. Questi pazienti avevano registrato eventi sani-
tari le cui date coincidevano con quelle riportate nel diario clinico acquisito il 6
dicembre nell’abitazione di Rosalia Messina Denaro.
La signiOcativa corrispondenza riscontrata tra alcuni dati clinici e quelli rife-
ribili a un paziente, registrato nel sistema sanitario nazionale con un codice alfanu-
merico complesso che garantisce l’anonimato degli utenti, ha suscitato l’ipotesi che
tale codice potesse celare l’identità di Matteo Messina Denaro, utilizzata con elevata
probabilità per accedere a cure presso strutture sanitarie nazionali.
A seguito di una richiesta di decodiOcazione del codice paziente al Ministero
della Salute, è emerso che il nome dietro al codice era Andrea Bonafede, un cin-
quantanovenne di Campobello di Mazara, incensurato e nipote diretto di
Leonardo Bonafede, deceduto in carcere nel 2020. Leonardo Bonafede era il capo
della “famiglia” maOosa di Campobello di Mazara e uno degli indagati nell’indagi-
ne campus Belli. La parentela di Andrea Bonafede con Leonardo, unitamente al
legame stretto tra la famiglia Bonafede e quella dei Messina Denaro, ha sollevato
ulteriori sospetti, data la storica alleanza tra le due famiglie, entrambe inserite all’in-
terno del “mandamento” maOoso di Castelvetrano, come emerso da numerose
indagini precedenti.
Dalle non semplici veriOche tecniche, sostenute dall’insieme di dati, notizie e
informazioni raccolti e opportunamente ordinati nel corso del tempo dall’unità
investigativa “Crimor”, anche nell’ottica di una potenziale futura accelerazione del-
l’indagine, che avrebbe richiesto un’attività di analisi tanto completa quanto imme-
diata, emergeva che lo stesso Andrea Bonafede, in occasione degli interventi chirur-
gici subiti nel 2020 a Mazara del Vallo e nel 2021 a Palermo, dei ricoveri e delle
TAC dello stesso anno, si trovava invece nelle incompatibili località di Campobello
di Mazara e Castelvetrano. Da ciò, si otteneva l’assoluta certezza che il paziente che
aveva subìto gli interventi chirurgici non fosse il Bonafede, di conseguenza ipotiz-
zando che, a causa delle gravi patologie riscontrate, il vero paziente avesse ancora
bisogno di cure presso la clinica “La Maddalena S.p.A.” dove risultava essersi sotto-
posto ad alcuni cicli chemioterapici.
Il 13 gennaio 2023, mediante una riservata consultazione - autorizzata
dall’Autorità Giudiziaria - del sistema informativo della clinica “La Maddalena”,
venivano e*ettuati ulteriori accertamenti che permettevano di apprendere che il
successivo lunedì 16, dalle ore 8:00, il predetto paziente era in prenotazione per
e*ettuare una nuova infusione chemioterapica.
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