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STuDI MILITARI




                  Tali indagini, avviate e sviluppate a partire dalle misure cautelari eseguite nel
             corso degli anni (nel tempo, sono stati eseguiti 187 provvedimenti adottati nei con-
             fronti di a2liati, contigui e soggetti concorrenti esterni), hanno rappresentato i
             momenti operativi chiave che hanno favorito l’emergere di nuove prospettive inve-
             stigative. Inoltre, l’azione di sequestro e conOsca di beni, che ha coinvolto un con-
             trovalore complessivo di oltre 250 milioni di euro, ha avuto un ruolo cruciale nel-
             l’impoverire l’organizzazione e nel colpirne gli assetti economici.
                  Questo è stato l’impianto procedurale e dottrinale vincente che ha consentito
             di raggiungere il successo.
                  Al pari della topica giuridica, che sviluppa il suo processo logico muovendo
             da accettate premesse, la “topica investigativa” si basa su assunti e condivisi obiettivi
             di indagine, sia verso l’alto, cioè nel rapporto dialettico che le linee di comando
             intrattengono con i magistrati della Procura della Repubblica, sia verso il basso, nel
             rapporto d’u2cio delle stesse linee con il personale impiegato.
                  Quest’ultimo aspetto risulta di fondamentale importanza per comprendere
             come lo sviluppo di un’indagine complessa possa avere concrete probabilità di
             successo. Infatti, oltre all’applicazione del metodo anticrimine, che ingloba e sin-
             tetizza tale dottrina, è essenziale che il personale dell’unità investigativa coinvolta
             condivida in modo consapevole e responsabile, nell’interezza, l’obiettivo investi-
             gativo.
                  Questo  rappresenta  la  premessa  indispensabile  per  il  proseguimento  delle
             azioni successive. Senza la ferma accettazione di questo passaggio iniziale, l’avvio e
             la faticosa prosecuzione delle attività farebbero ben presto insorgere incomprensio-
             ni, complicazioni e di2coltà nella progressione, soprattutto per l’insostenibilità del
             peso del lavoro da parte di chi non condivide l’importanza dell’obiettivo, cioè non
             crede in esso.
                  Nel caso in narrazione, il lavoro è stato impostato su queste basi ed è stato
             caratterizzato da uno sforzo corale, con impegno costante e a prezzo di inenarrabili
             fatiche e rinunce, con l’assunzione di quote di responsabilità a tutti i livelli, Ono al
             vertice del Raggruppamento. In sintesi, il risultato non è stato soltanto cercato, è
             stato fortemente voluto.
                  Nell’ultimo periodo dell’indagine, l’obiettivo investigativo centrale e determi-
             nante, condiviso e accettato come premessa dalla quale partire, ipotizzando così di
             poter giungere alla cattura del latitante, ha riguardato la posizione all’interno della
             famiglia di sangue e le attività svolte in favore dell’organizzazione maOosa da Rosalia
             Messina Denaro, sorella maggiore di Matteo, moglie di Filippo Guttadauro, tra i
             capi del “mandamento” maOoso palermitano di Brancaccio, detenuto per misura di
             sicurezza. Nei confronti della donna si sono concentrati gli sforzi investigativi, con-

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