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STUDI MILITARI
scendo tra l’altro, alla comunità denominata “Congregazione” la facoltà di vivere
secondo povertà, castità ed obbedienza al servizio degli infermi anche se appestati,
“non già per forza di voti ma volontariamente e senza esigere compensi dagli ospe-
dali”.
Qualche mese dopo, Camillo si presenta dal Papa e, vista la benevola acco-
glienza, si spinge a chiedere la grazia, per lui e per tutti gli appartenenti alla
Congregazione, di portare una croce di panno grezzo di colore “fulvo” o “casta-
neo”, sopra la sottana e mantello. La richiesta viene accolta e, con il Breve apostoli-
co Cum nos nuper del 26 giugno 1586, a Camillo ed ai suoi aggregati, viene concessa
pro feliciori directione “la facoltà di portar la Croce à vestimenti”.
6. I fratelli con la Croce Rossa intervennero subito anche nei campi di batta-
glia e precisamente durante la guerra, protrattasi per più anni, dell’Imperatore
Rodolfo II contro i Turchi, portarono valido aiuto ai poveri soldati infermi, feriti
e agonizzanti, meritando il riconoscimento imperiale di “isquisita diligenza”.
Tempo dopo, i fratelli camilliani furono presenti nella seconda guerra di indi-
pendenza austro-franco-piemontese del 1859, conseguendo dall’Imperatore
Francesco Giuseppe “soddisfazione e lode ... per le cure veramente umane di abne-
gazione prodigate”.
L’idea cristiana dell’assistenza sanitaria ai combattenti di ogni nazione hostes
dum dum vulnerat fratres, che costituisce il cardine dell’istituzione della Croce
Rossa ad opera di Enrico Dunant, ha trovato, quindi, vasta applicazione nell’attività
precorritrice di fratelli camilliani. Costoro, invero, con la veste nera nella cui parte
destra del petto viene appuntata la croce rossa; si sono sempre prodigati nel prestare
cura ai feriti e ai malati di guerra senza distinguere tra gli appartenenti all’uno o all’al-
tro schieramento in lotta dando un fulgido esempio di carità cristiana.
7. Camillo muore a Roma il 14 luglio 1614, il suo corpo è venerato nella
Chiesa di Maria Maddalena. È stato proclamato beato nel 1742 e canonizzato nel
1746 da Papa Benedetto XIV.
Papa Pio XI lo ricorda come modello ai medici e agli infermieri (1930); Papa
Paolo VI lo dichiara Patrono di tutti i malati e di tutti i luoghi di cura, Patrono
dell’Abruzzo, Patrono della Sanità militare (1974).
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