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UNA LeNte SUL MoNdo. “MAL dI LIbIA. I MIeI gIorNI SUL froNte deL MedIterrANeo”
dI NANcy PorSIA e LA coMPLeSSItà deL PANorAMA LIbIco
racconto, un passatore o service provider; e, in:ne, la corruzione che, nell’analisi di
Porsia, assume i contorni di una pratica consolidata e strutturata assimilabile ad
una condotta comune alle nostrane organizzazioni ma:ose. La stessa Porsia, di
fronte al cortocircuito di senso provocato dal contesto libico, a-erma: “Per un po’
smetterò di interrogarmi sul senso delle parole, il loro signi:cato e il loro valore (…)
Le trovo sciatte, imprecise, sfocate” in relazione, soprattutto, all’inadeguatezza del-
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l’opinione pubblica occidentale e delle istituzioni che cercano di dare un proprio
senso al disordine in Libia. Eppure, questo caos non può essere ignorato e, tanto-
meno, è possibile evitare di sviscerarlo.
È necessario, infatti, trovare una bussola interpretativa e7cace per compren-
dere che cosa sta e-ettivamente succedendo in Libia sia per evitare di “cadere” in
una becera super:cialità, sia per identi:care le falle nascoste in molti accordi intrat-
tenuti con questo (non) Stato. A più di un anno dal lancio del Piano Mattei come
insieme di accordi bilaterali fra l’Italia e diversi Paesi del continente africano, atti a
contrastare le cause profonde dell’immigrazione clandestina e promuovere nuove
partnership internazionali, la Libia, per la sua posizione strategica e per la sua rile-
vanza in campo energetico, viene considerata uno dei principali interlocutori per il
Governo italiano. Per questi motivi, interrogarsi sul futuro della Libia e tentare di
comprenderne le dinamiche profonde è assolutamente necessario. In questo senso
il libro di Nancy Porsia contribuisce ad alimentare una maggiore consapevolezza
sulle molteplici sfaccettature politico-securitarie che caratterizzano il contesto libi-
co, senza edulcorarne le tendenze generali e, soprattutto, sottolineandone le pro-
fonde contraddizioni.
Con uno stile narrativo scorrevole, tipico del giornalismo d’inchiesta e intimi-
stico, infatti, “Mal di Libia” invita il pubblico ad un’attenta ri essione sul ruolo che
tale contraddittorietà potrebbe avere nel successo e/o fallimento degli attuali e
futuri accordi internazionali, nonché nello spostamento degli equilibri securitari
della zona che, per l’Italia, sono certamente di fondamentale importanza.
Il testo consta di diciannove capitoli in cui Nancy Porsia racconta la sua espe-
rienza di giornalista freelance in suolo libico, la di7coltà di intercettare fonti atten-
dibili e la necessità di mantenere un atteggiamento analitico il meno pregiudizievole
possibile. filo conduttore della narrazione è il bisogno di fornire un’analisi della
Libia che non si limiti a considerare esclusivamente le macro-divisioni, ma che
tenga conto dell’atomizzazione del potere, gestito da attori diversi e non sempre
riconducibili e/o fedeli - alternativamente - al Governo di Unità nazionale o al
cosiddetto “Governo di Tobruk”.
4 Ibidem p. 100.
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