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INfoRMAZIoNI E SEGNALAZIoNI




                  Presi singolarmente, i diciannove capitoli di “Mal di Libia” restituiscono al
             lettore uno spaccato dell’esperienza giornalistica in uno Stato fallito, caratterizzata,
             soprattutto, da una serie di incontri con soggetti attivi del processo rivoluzionario,
             prima, e, ora, delle fratture che rendono la transizione democratica libica un nodo
             di Gordio di7cile da sciogliere. Il punto di vista personale di Nancy Porsia, espresso
             a più riprese, conferisce al ritmo narrativo un tono che, spesso, va al di là della pura
             analisi e sfocia in una serie di ri essioni-confessioni in grado di far partecipare il let-
             tore alle molteplici di7coltà che la reporter ha incontrato nello svolgimento del suo
             lavoro. Questo sguardo soggettivo non mina però la rigorosità e l’oculatezza con
             cui vengono trattati i temi a-erenti al contesto libico, su tutte: la di7coltà del pro-
             cesso di democratizzazione post Ghedda: in cui il potere politico e le sue dirama-
             zioni hanno subito una vera e propria parcellizzazione.
                  Nel frattempo, in Libia, nel momento in cui si scrive, si continua ad assistere
             ad una generale degenerazione del contesto sociopolitico, economico e securitario.
             Gli scontri fra milizie hanno contribuito ad esacerbare il malcontento sociale che è
             sfociato in diverse manifestazioni di piazza contro il Premier, di cui sono state chie-
             ste le dimissioni. A sud della capitale si sono registrati diversi spostamenti di uomini
             e mezzi riconducibili alle truppe guidate dal :glio del Generale Khalifa Haftar,
             Khaled,  la  cui  direttrice  sembra  proprio  puntare,  anche  se  lentamente,  verso
             Tripoli.
                  La stabilità sembra un miraggio e le maglie sempre più larghe create dalle frat-
             ture interne del Paese lasciano libero sfogo all’ingerenza di altri attori, fra i quali
             spiccano la Russia e la Turchia. Di recente, infatti, come riportato da diverse agen-
             zie nazionali ed internazionali, proprio una delegazione russa con a capo il vicemi-
             nistro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov, invitata u7cialmente da Haftar, è sbarca-
             ta in Libia dove, insieme al feldmaresciallo, sono state discusse alcune, non meglio
             speci:cate, azioni congiunte .
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                  Per quanto riguarda la Turchia, Ankara continua sì a supportare u7cialmen-
             te il Governo di Unità Nazionale (GNU), sostenendo il Primo Ministro Dbeibeh,
             ma  alcune  indiscrezioni  non  u7ciali,  trapelate  mezzo  stampa ,  hanno  lasciato
                                                                        6
             intendere  che  la  stessa  stia  fornendo  uomini  e  mezzi  per  l’addestramento  degli
             appartenenti anche all’esercito orientale.

             5  Per approfondire, si consiglia l’articolo di Emanuele Rossi e Massimiliano Boccolini, Armi cinesi,
               funzionari russi. Haftar mostra i mezzi per prendersi la Libia, pubblicato su formiche e disponibile
               al seguente indirizzo: Armi cinesi, funzionari russi. Haftar mostra i mezzi per prendersi la Libia -
               formiche.net.
             6  Si veda l’articolo di Andrea Spinelli Barrile, La crisi libica ha tre facce: politica, militare ed economica
               pubblicato su Il Manifesto e disponibile all’indirizzo: La crisi libica ha tre facce: politica, militare ed
               economica | il manifesto.

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