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OSSeRvAtORIO INteRNAzIONALe




                  La propaganda rivolta alle donne non si limita a un’esortazione ideologica.
             essa sfrutta strumenti multicanale - tra cui blog, video, canali telegram, immagini
             e manuali pratici - per confezionare contenuti altamente personalizzati, calibrati sui
             bisogni psicologici, spirituali ed emotivi delle potenziali reclute. In questo ecosiste-
             ma digitale, le jihadiste diventano influencer e testimonial, capaci di attrarre coeta-
             nee  attraverso  lo  storytelling della propria scelta radicale, presentata come atto
             d’amore, di fede e di emancipazione sociale. Le narrazioni proposte dalla propagan-
             da jihadista femminile si fondano su tre pilastri principali: il senso di appartenenza
             religiosa e comunitaria, la ricerca di un ruolo identitario def nito e l’of erta di pro-
             tezione e ordine morale.
                  tali elementi sono intensamente promossi mediante contenuti visivi e testua-
             li che ritraggono la vita nel Calif ato come un’alternativa giusta e felice al caos
             dell’Occidente  secolarizzato.  L’adesione  alla  causa  jihadista  è  così  rappresentata
             come una forma di resistenza spirituale, un “rifugio” ordinato e rassicurante, anche
             per giovani donne provenienti da contesti laici, liberali o disfunzionali .
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                  Uno  dei  casi  emblematici  di  questa  strategia  è  rappresentato  dalla  Zora
             Foundation , una branca della propaganda mediatica dell’ISIS fondata nel 2014 e
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             interamente dedicata al pubblico femminile. La fondazione ha prodotto guide per
             aspiranti muhajirat, manuali su come viaggiare in sicurezza per raggiungere i terri-
             tori del Calif ato, e contenuti educativi rivolti a donne già integrate nella comunità
             jihadista. Il materiale di zora, ha avuto un ruolo cruciale nel “normalizzare” il jihad
             femminile, presentandolo come una dimensione quotidiana e spiritualmente eleva-
             ta.
                  La propaganda ha costruito anche l’ideale della sorellanza islamica, un vincolo
             af ettivo e ideologico tra donne musulmane, che si sostengono a vicenda nel percor-
             so di radicalizzazione . Questa narrativa è stata essenziale per contrastare l’isola-
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             mento emotivo di molte giovani occidentali e ha creato un’immagine af ascinante
             della comunità jihadista come luogo di accoglienza, solidarietà e scopo comune. Si
             pensi per esempio come la rivista Dabiq, organo di propaganda uf  ciale dello Stato
             Islamico, abbia introdotto una sezione intitolata To our Sisters, destinata specif ca-
             mente al pubblico femminile.

             14  France 24, (2016, January 8), en Syrie et en Irak, un jihadiste français sur trois est une femme,
               https://www.france24.com/fr/20160108-syrie-irak-jihadistes-francaises-femmes-organisation-
               daech-etat-islamique-ei, ultima consultazione giugno 2025.
             15  time,  (2014,  November  18),  Marriage  and  martyrdom:  how  ISIS  is  winning  women,
               https://time.com/3591943/isis-syria-women-brides-france/, ultima consultazione giugno 2025.
             16  France  24,  (2018,  April  9),  To  the  caliphate  and  back:  French  women  under  the  Islamic  State,
               https://www.france24.com/en/20180409-france-new-book-french-women-iraq-syria-caliphate-
               islamic-state-group, ultima consultazione giugno 2025.

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