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Le Donne neLLA JIhAD




                    Questo  inserto  ha  rappresentato  un  tassello  fondamentale  nella  strategia
               comunicativa dell’ISIS, rivelando come la radicalizzazione e il reclutamento non
               fossero rivolti esclusivamente agli uomini, ma comprendessero anche un’elaborata
               narrazione pensata per coinvolgere e mobilitare le donne. La rubrica non si limitava
               a fornire istruzioni pratiche sulla vita quotidiana nel Calif ato, ma si presentava
               come uno strumento ideologico, volto a modellare l’identità femminile jihadista. I
               messaggi trasmessi parlavano di purezza, onore, sacrif cio e ruolo spirituale della
               donna  musulmana,  elevata  a  custode  dell’ummah  (la  comunità  dei  credenti)  e
               madre dei futuri combattenti del jihad. L’atto di lasciare l’Occidente per raggiun-
               gere il Calif ato veniva descritto come un gesto eroico e pio, una hijrah che confe-
               riva alla donna uno status onorif co e una missione spirituale. Attraverso To our
               Sisters, l’ISIS operava una ri-signif cazione del ruolo femminile, trasformando fun-
               zioni tradizionalmente domestiche (come il matrimonio, la maternità e l’educazio-
               ne dei f gli) in atti di militanza. In questo modo, la subordinazione sociale veniva
               ricodif cata  come  parte  attiva  della  jihad,  attribuendo  alle  donne  una  funzione
               essenziale nel consolidamento del progetto calif ale. Particolarmente ef  cace era il
               linguaggio impiegato: toni emotivi, richiami religiosi, e uno stile narrativo in grado
               di parlare direttamente alle fragilità e ai desideri delle giovani lettrici, specie quelle
               occidentali. La promessa di appartenenza, protezione e scopo rappresentava un
               potente antidoto contro la percezione di marginalizzazione vissuta da molte ragazze
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               musulmane in europa .
                    tuttavia, dietro la patina idealizzata, molte testimonianze rivelano una realtà
               opposta. La vita nel Calif ato, spesso, si traduceva in sottomissione, controllo, vio-
               lenza f sica e psicologica, impossibilità di fuga e violazioni sistematiche dei diritti
               umani . Donne europee che avevano abbracciato il sogno jihadista hanno raccon-
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               tato di essere state attirate da una realtà edulcorata e dal miraggio di un paradiso isla-
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               mico che non esisteva . Nonostante ciò, l’ISIS è riuscito a trasformare lo strumen-
               to mediatico in arma ideologica. La propaganda ha colpito nel punto più fragile: il
               desiderio umano di avere uno scopo, un’identità e una comunità. Lo ha fatto sfrut-
               tando i vantaggi tipici della rete: l’accesso globale ed immediato ha risolto le tradi-
               zionali criticità legate allo spazio ed al tempo della propaganda.


               17  europol, (2018), Women in Islamic State propaganda. european Union Agency for Law enforcement
                  Cooperation,  https://www.europol.europa.eu/cms/sites/default/f les/documents/women_in_isla-
                  mic_state_propaganda_3.pdf, ultima consultazione giugno 2025.
               18  Bloom, M., (2015, March 2), how ISIS is using marriage as a trap. huffPost, https://www.huf -
                  post.com/entry/isis-marriage-trap_b_6773576, ultima consultazione giugno 2025.
               19  time,  (2014,  November  18),  Marriage  and  martyrdom:  how  ISIS  is  winning  women,
                  https://time.com/3591943/isis-syria-women-brides-france/, ultima consultazione giugno 2025.

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