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OSSeRvAtORIO INteRNAzIONALe




                  Con l’uso moderno dei social media l’Isis ha fatto si che qualsiasi donna, da qual-
             siasi parte del mondo, potesse mettersi in collegamento con una militante del Calif ato,
             in Siria o in occidente. tutto questo ha comportato anche la laicizzazione dei luoghi di
             contatto, seppur virtuali, perché non è stato più necessario trovarsi in un luogo di culto
             o di preghiera per fruire della propaganda terroristica. Inf ne l’anonimato e la decentra-
             lizzazione della propaganda hanno reso ancora più dif  cili gli interventi da parte delle
             autorità. e ciò è talmente vero che la propaganda ha continuato a svilupparsi anche
             dopo la caduta dell’Isis, producendo il pericoloso fenomeno dei lone wolf .
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             4. Casi Studio: Italia e mondo
                  I casi italiani e internazionali mostrano pattern comuni di adesione all’ideolo-
             gia jihadista da parte di donne giovani, spesso senza precedenti penali, che scelgono
             la militanza come risposta a una crisi personale, identitaria o relazionale.
                  Negli ultimi anni, la radicalizzazione femminile in Italia ha rappresentato un
             fenomeno rilevante all’interno del contesto jihadista globale. Sebbene il numero di
             donne italiane coinvolte nel terrorismo islamico sia inferiore rispetto agli uomini,
             l’adesione di alcune a gruppi estremisti come lo Stato Islamico (ISIS) ha suscitato
             particolare attenzione per la varietà di ruoli che esse hanno ricoperto, dalla propa-
             ganda al reclutamento, f no alla migrazione nei territori del Calif ato. Il caso italia-
             no, inoltre, ha evidenziato una specif ca dinamica di radicalizzazione, caratterizzata
             spesso da un percorso graduale e da una forte componente relazionale e af ettiva.
                  Le informazioni più recenti sul fenomeno delle donne italiane coinvolte nel
             terrorismo islamico risalgono al periodo tra il 2014 e il 2017, durante il quale si
             stima che almeno dodici donne italiane abbiano lasciato il Paese per unirsi allo Stato
             Islamico in Siria e Iraq. tali dati rappresentano circa il 9,6% dei foreign fighters ita-
             liani identif cati in quel periodo .
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                  tuttavia, non sono disponibili dati uf  ciali più recenti riguardanti il coinvol-
             gimento di donne italiane nel terrorismo islamico. Le relazioni sulla performance del
             Ministero dell’Interno successive al 2017 non forniscono dettagli aggiornati su que-
             sto specif co aspetto. Ad esempio, la Relazione sulla Performance Anno 2023  non
                                                                                   22
             menziona statistiche relative alle donne italiane coinvolte nel terrorismo islamico.

             20  La Nuova Bussola Quotidiana, (s.d.), Jihadiste in rosa, l’ideologia della Fratellanza Musulmana, https://lanuo-
               vabq.it/it/jihadiste-in-rosa-lideologia-della-fratellanza-musulmana, ultima consultazione giugno 2025.
             21  Marone Francesco, e vidino Lorenzo, Destination Jihad: Italy’s Foreign Fighters, The International
               Centre for Counter-Terrorism - The hague (ICCT), p. 10, ottobre 2017. https://icct.nl/app/uplo-
               ads/2023/11/Destination-Jihad-Italys-Foreign-Fighters.pdf, ultima consultazione giugno 2025.
             22  Ministero   dell’Interno,   (2024,   June),   relazione   sulla   performance   2023,
               https://www.interno.gov.it/sites/default/f les/2024-06/relazione_sulla_performance_2023_1.pdf,
               ultima consultazione giugno 2025.

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