Page 183 - Rassegna 2025-2
P. 183

Le Donne neLLA JIhAD




               ridef nizione dell’identità femminile come “sacerdotessa della fede armata” costrui-
               scono un immaginario jihadista femminile transnazionale, capace di superare con-
               f ni linguistici e culturali, e di attrarre donne da ogni parte del mondo.

               5.  Verso approccio integrato e multidisciplinare al fenomeno del terrorismo
                  femminile di matrice jihadista
                    Af rontare il fenomeno della radicalizzazione femminile nel contesto del ter-
               rorismo  jihadista  richiede  un  approccio  integrato  e  multidisciplinare,  capace  di
               tenere insieme le diverse prospettive - sociale, culturale, religiosa e giuridica - che
               concorrono  a  def nirne  la  complessità.  Ridurre  la  questione  a  una  dimensione
               puramente securitaria o penale risulta non solo inef  cace, ma rischia anche di raf-
               forzare le stesse dinamiche di esclusione e alienazione su cui si fonda la propaganda
               radicale.
                    Di fronte al rientro delle foreign fighters o delle donne che scelgono di disso-
               ciarsi dal radicalismo, è essenziale predisporre politiche di accoglienza, recupero e
               risocializzazione. tali percorsi non possono essere improvvisati né appiattiti su logi-
               che punitive. Al contrario, devono essere progettati sulla base di un ascolto attento
               delle storie individuali, della presa in carico psicologica, del supporto educativo e
               della formazione professionale. Particolare attenzione va riservata ai f gli di queste
               donne, spesso esposti a traumi profondi, carenze af ettive e isolamento sociale: per
               loro è necessario attivare interventi mirati, che coniughino protezione, cura e inte-
               grazione.
                    Le testimonianze delle donne che hanno vissuto l’inferno del jihadismo e
               sono riuscite ad allontanarsene rappresentano strumenti preziosi per smontare la
               retorica della propaganda. Le loro voci, autentiche e dissonanti, possono alimentare
               una contro-narrazione forte e credibile, capace di raggiungere le giovani donne in
               cerca di senso e appartenenza.
                    Uno dei casi più emblematici è quello di Sophie Kasiki: francese, madre e con-
               vertita all’Islam, non era né una persona fragile né priva di strumenti culturali.
               eppure è caduta nella trappola ideologica e af ettiva costruita dalla propaganda
               jihadista online. Come molte altre donne occidentali, è stata attratta dall’illusione
               di un mondo più puro, spirituale, libero dalla corruzione dell’Occidente. Convinta
               da alcuni giovani francesi radicalizzati, è partita per la Siria portando con sé il f glio.
               tuttavia, l’arrivo a Raqqa non ha segnato l’inizio di una nuova vita, ma quello della
               sua prigionia. Reclusa in una “casa per donne”, costantemente sorvegliata e priva di
               libertà di movimento, Sophie si è trovata intrappolata in un sistema oppressivo, ben
               lontano dall’immagine idilliaca dif usa dai reclutatori dello Stato Islamico sui social
               media.

                                                                                        181
   178   179   180   181   182   183   184   185   186   187   188