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copiosa produzione normativa .
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Il dato lessicale estrapolato dall’art. 110 c.c.p., quindi, merita di essere ana-
lizzato anche alla luce della nuova deontologia fondamentale dell’ordinamento,
che impone alle politiche pubbliche di impiegare determinati strumenti al f ne di
concretare l’esprit des lois. Sul punto, è emblematico il tema c.d. contabilità
ambientale , ovvero quell’insieme di metodologie per misurare e valutare il capi-
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tale naturale e i servizi ecosistemici in unità f siche e monetarie . Questo approc-
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cio economico, entrato a far parte della composita gestione f nanziaria pubblica,
consente in particolare di integrare i costi ambientali e i benef ci derivanti dalla
conservazione della natura nei conti nazionali e nelle decisioni politiche .
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Riversato nel campo della contrattualistica pubblica, le fasi della programmazio-
ne e della progettazione ne restano profondamente manipolate , conducendo
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giocoforza ad un’aggiudicazione che ne è vincolato ef uente.
44 Con Antonio D’Atena, infatti, è incontestabile che “dietro ciascuna disposizione normativa - per
insignif cante che possa apparirne il contenuto - vi sia una scelta di valore compiuta dal legislatore,
talora un universo assiologico” (Lezioni di diritto costituzionale, torino, Giappichelli ed., 2006,
p. 23, cit.), e proprio la Costituzione italiana lascia trasparire un impianto assiologico particolar-
mente articolato e complesso, per cui il maggior problema per risolvere conf itti tra valori resta
quello di stabilire priorità attraverso un ordinamento gerarchico (Wertodnung): in assenza, sor-
gono tensioni prive di chiari criteri di composizione, come quella (nostrana) tra lo sviluppo eco-
nomico e la protezione ambientale (ibidem, p. 32).
45 La nuova legge di contabilità e f nanza pubblica (l. 196/2009) stabilisce espressamente che il ren-
diconto generale dello Stato deve contenere, in apposito allegato, l’illustrazione delle risultanze
delle spese relative ai programmi aventi natura o contenuti ambientali, allo scopo di evidenziare le
risorse impiegate per f nalità di protezione dell’ambiente, riguardanti attività di tutela, conserva-
zione, ripristino e utilizzo sostenibile delle risorse e del patrimonio naturale.
46 Elena Brandolini, Valeria Zambardi, op. cit., pp. 18 e ss.
47 Cfr. Cristina De Benedetti, La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nel-
l’interesse delle future generazioni, in Ambiente Diritto, anno XXIV, fasc. 3/2024, laddove si rin-
viene anche una convincente def nizione di “capitale naturale”, inteso quale insieme di “risorse
naturali, inclusi gli ecosistemi, la biodiversità e i servizi ecosistemici, che forniscono benef ci essen-
ziali per la vita umana e il benessere economico; include elementi come aria, acqua, suolo, fauna,
f ora e gli ecosistemi che li sostengono”(ibidem, p. 8, cit.)
48 Cfr. Ruggiero Dipace, La logica della prevenzione nella disciplina della programmazione e pro-
gettazione di lavori pubblici, in Rivista Giuridica dell’edilizia, n. 6/2018: “[…] nella fase della
programmazione delle opere pubbliche viene in rilievo anche l’aspetto della massima considera-
zione degli interessi sensibili e, in particolare, di quello ambientale nella logica della tutela preven-
tiva. Ancorché la programmazione non sia sottoposta a valutazione ambientale strategica comun-
que il tema della tutela ambientale caratterizza tale fase preliminare e strategica in relazione alla
realizzazione di interventi pubblici” (ibidem, p. 454, cit.), mentre “La valutazione ambientale si
innesta nella attività di progettazione che ha come f nalità quella di realizzare un intervento di
qualità e tecnicamente valido, nel rispetto del miglior rapporto tra benef ci e costi globali della
costruzione, manutenzione e gestione. tra i principi ai quali deve essere informata la progettazio-
ne vi è quello della minimizzazione dell’impegno di risorse materiali non rinnovabili e il massimo
riutilizzo delle risorse naturali impiegate dall’intervento, miglioramento energetico, compatibilità
tecnica e ambientale” (ibidem, p. 459, cit.).
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