Page 125 - Rassegna 2025-2
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APPALTi PUbbLiCi




                    In termini generali , l’obiettivo della sostenibilità, sia essa ambientale o di
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               altra matrice , è trovare soluzioni adeguate e compatibili con le esigenze ambien-
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               tali e di sviluppo, in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della gene-
               razione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di
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               realizzare  i  propri .  ne  consegue  che  l’inserimento  di  questo  coef  ciente  nel
               computo selettivo dell’of erta migliore ingloba un’irriducibile dimensione tem-
               porale nel public procurement, impegnativa sia per la parte pubblica che per la
               schiera economica degli of erenti. non si può infatti misurare ef  cacemente il
               parametro  della  sostenibilità  senza  una  complessiva  coerenza  di  governance,
               sospinta da opzioni esemplari  nel perseguimento degli interessi collettivi.
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                    Soprattutto nei “grandi appalti” , la complessità delle relazioni/dimensioni
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               sottostanti  lo  sviluppo  sostenibile  rende  indispensabile  richiamare,  almeno,  le
               condizioni  di  equilibrio  poste  dalla  cosiddetta  teoria  delle  tre  “E”  (Ecologia,
               49  Cfr. Filippo Bencardino, Maria Prezioso, Geografia economica, Milano, McGraw-Hill ed., 2006,
                  pp. 176 e ss.
               50  Per sostenibilità ambientale si intende la capacità di preservare nel tempo l’ambiente quale forni-
                  tore di risorse, ricettore di rif uti e fonte diretto di utilità. Sostenibilità economica può essere def -
                  nita come la capacità di un sistema economico di generare crescita duratura degli indicatori eco-
                  nomici. Sostenibilità sociale può essere def nita come la capacità di garantire condizioni di benes-
                  sere umano (sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite per classi e genere (vds. Maria
                  Prezioso,  Maria  Coronato,  Angela  D’orazio,  Green  economy  e  capitale  territoriale,  Bologna,
                  Patron ed., 2016, pp. 25-26).
               51  Secondo la nota, fondativa def nizione del cd. Rapporto Brundtland del 1987 della Commissione
                  mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED), titolato Our Common Future, ovvero il primo
                  documento che introduce il concetto di sviluppo sostenibile. Vds. anche Cristina De Benedetti,
                  op. cit., p. 15, cit.; come non citare al riguardo Jonas e la sua “intuizione” di un’etica del futuro
                  istituita su due doveri imprescindibili, orientati verso la natura vulnerabile: l’acquisizione del-
                  l’idea degli ef etti a lungo termine e la mobilitazione del sentimento adeguato a ciò che viene
                  immaginato (Hans Jonas, il principio responsabilità - un’etica per la civiltà tecnologica, torino,
                  Einaudi ed., 2009, pp. 35 e ss.).
               52  Vds.  al  riguardo  Giulia  Botta,  Public  Procurement  &  Human  Rights:  The  intergenerational
                  Duties for States and Corporations to Advance Responsible business Conduct in the EU debate on
                  Mandatory Human Rights Due Diligence, in Pasquale Pantalone (a cura di), Doveri intergenera-
                  zionali e tutela dell’ambiente, Modena, StEM Mucchi ed., 2021: “An important driver then for
                  the incorporation of corporate social responsibility standards in public procurement is the need
                  to be seen to be leading by example: if government expected f rms to ensure that their supply
                  chains are clean, then the least government can do is to ensure that its own house is in order too”.
                  Ancora, prosegue l’autore, seguendo l’idea di apparati statali leading by example: “if the gover-
                  nment  expects  business  to  take  human  rights  issues  in  their  supply  chains  seriously,  it  must
                  demonstrate at least the same level of commitment in its own pro curement supply chains” (ibi-
                  dem, pp. 136-137, cit.).
               53  Cfr. Ruggiero Dipace, op. cit.: “Lo sviluppo economico di una società, che passa anche attraverso
                  la creazione di reti infrastrutturali e opere pubbliche ef  cienti e moderne, non può più prescinde-
                  re da una visione attenta alla protezione ambientale […]. I danni derivanti da uno sviluppo incon-
                  trollato si stanno dimostrando estremamente gravi e sembrano segnare rapidamente l’avvicinarsi
                  di un punto di non ritorno verso il collasso del nostro ecosistema” (ibidem, p. 445, cit.).

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