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APPALTi PUbbLiCi
In termini generali , l’obiettivo della sostenibilità, sia essa ambientale o di
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altra matrice , è trovare soluzioni adeguate e compatibili con le esigenze ambien-
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tali e di sviluppo, in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della gene-
razione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di
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realizzare i propri . ne consegue che l’inserimento di questo coef ciente nel
computo selettivo dell’of erta migliore ingloba un’irriducibile dimensione tem-
porale nel public procurement, impegnativa sia per la parte pubblica che per la
schiera economica degli of erenti. non si può infatti misurare ef cacemente il
parametro della sostenibilità senza una complessiva coerenza di governance,
sospinta da opzioni esemplari nel perseguimento degli interessi collettivi.
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Soprattutto nei “grandi appalti” , la complessità delle relazioni/dimensioni
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sottostanti lo sviluppo sostenibile rende indispensabile richiamare, almeno, le
condizioni di equilibrio poste dalla cosiddetta teoria delle tre “E” (Ecologia,
49 Cfr. Filippo Bencardino, Maria Prezioso, Geografia economica, Milano, McGraw-Hill ed., 2006,
pp. 176 e ss.
50 Per sostenibilità ambientale si intende la capacità di preservare nel tempo l’ambiente quale forni-
tore di risorse, ricettore di rif uti e fonte diretto di utilità. Sostenibilità economica può essere def -
nita come la capacità di un sistema economico di generare crescita duratura degli indicatori eco-
nomici. Sostenibilità sociale può essere def nita come la capacità di garantire condizioni di benes-
sere umano (sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite per classi e genere (vds. Maria
Prezioso, Maria Coronato, Angela D’orazio, Green economy e capitale territoriale, Bologna,
Patron ed., 2016, pp. 25-26).
51 Secondo la nota, fondativa def nizione del cd. Rapporto Brundtland del 1987 della Commissione
mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED), titolato Our Common Future, ovvero il primo
documento che introduce il concetto di sviluppo sostenibile. Vds. anche Cristina De Benedetti,
op. cit., p. 15, cit.; come non citare al riguardo Jonas e la sua “intuizione” di un’etica del futuro
istituita su due doveri imprescindibili, orientati verso la natura vulnerabile: l’acquisizione del-
l’idea degli ef etti a lungo termine e la mobilitazione del sentimento adeguato a ciò che viene
immaginato (Hans Jonas, il principio responsabilità - un’etica per la civiltà tecnologica, torino,
Einaudi ed., 2009, pp. 35 e ss.).
52 Vds. al riguardo Giulia Botta, Public Procurement & Human Rights: The intergenerational
Duties for States and Corporations to Advance Responsible business Conduct in the EU debate on
Mandatory Human Rights Due Diligence, in Pasquale Pantalone (a cura di), Doveri intergenera-
zionali e tutela dell’ambiente, Modena, StEM Mucchi ed., 2021: “An important driver then for
the incorporation of corporate social responsibility standards in public procurement is the need
to be seen to be leading by example: if government expected f rms to ensure that their supply
chains are clean, then the least government can do is to ensure that its own house is in order too”.
Ancora, prosegue l’autore, seguendo l’idea di apparati statali leading by example: “if the gover-
nment expects business to take human rights issues in their supply chains seriously, it must
demonstrate at least the same level of commitment in its own pro curement supply chains” (ibi-
dem, pp. 136-137, cit.).
53 Cfr. Ruggiero Dipace, op. cit.: “Lo sviluppo economico di una società, che passa anche attraverso
la creazione di reti infrastrutturali e opere pubbliche ef cienti e moderne, non può più prescinde-
re da una visione attenta alla protezione ambientale […]. I danni derivanti da uno sviluppo incon-
trollato si stanno dimostrando estremamente gravi e sembrano segnare rapidamente l’avvicinarsi
di un punto di non ritorno verso il collasso del nostro ecosistema” (ibidem, p. 445, cit.).
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