Page 126 - Rassegna 2025-2
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DottRInA




             Equità, Economia) e il peso che questa ha avuto nel disegnare un nuovo rapporto
             tra pianif cazione e investimento territoriale, af  nché le azioni progettate si rive-
             lino ef  caci, ef  cienti, eticamente corrette nel lungo periodo . Ciò signif ca che
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             ogni intervento di programmazione o pianif cazione deve tenere conto di una
             serie di reciproche interrelazioni : nel caso in cui le scelte di pianif cazione privi-
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             legino solo alcune dimensioni non si perverrà ad uno “sviluppo sostenibile” e,
             soprattutto, non si asseconderà la vocazione del contratto pubblico ad indirizzare
             le condotte degli operatori economici verso “modelli di impresa” maggiormente
             compatibili con gli interessi non egoistici venuti ad emergere dalla mutata realtà
             sociale .
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                  Riportando il discorso all’aggiudicazione dell’of erta, la diagnosi della stessa
             dovrebbe quindi assimilarsi ad una logica più ampia, (almeno) comunitaria , e
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             quindi, in linea anche con altri cardini del nuovo codice degli appalti , per poter-
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             si def nire sostenibile, dovrà essere al contempo territoriale , endogena , integra-
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             ta , ascendente  e partenariale .
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             54  La concettualizzazione delle Three E’s planning si deve a Sue Hendler, The three E’s of planning:
               Effectiveness, Efficiency, Ethics, in Planning Theory, 9, 1993, pp. 49-54.
             55  Soccorre,  sul  punto,  ancora  Ruggiero  Dipace,  op.  cit.:  “La  valutazione  circa  la  sostenibilità
               ambientale del progetto in sede di programmazione rappresenta la massima espressione della logi-
               ca  preventiva  in  relazione  alla  valutazione  degli  interessi  sensibili.  L’interesse  alla  sostenibilità
               ambientale costituisce uno dei parametri che indirizza l’attività programmatoria della pubblica
               amministrazione e che, in linea teorica potrebbe comportare la decisione già a monte, e in assenza
               di valide alternative progettuali, di non arrivare alla soddisfazione del bisogno segnalato dalla col-
               lettività” (ibidem, p. 456, cit.).
             56  Vds. in questo senso Francesco Vetrò, Spunti introduttivi alla sistematica dei principi e delle rego-
               le dei contratti pubblici, in Rivista italiana di diritto pubblico comunitario, n. 2, 2024, laddove
               l’autore cita, a titolo esemplif cativo, non solo la sostenibilità ambientale, ma anche la tutela dei
               lavoratori e l’ef  cienza energetica (ibidem, p. 380).
             57  Sintetizzato in Filippo Bencardino, Maria Prezioso, op. cit., p. 213.
             58  Si pensi alla spinta verso la valorizzazione delle PMI ed altri meccanismi aggregativi degli operatori
               economici  in  vista  del  favor  partecipationis  alle  commesse  pubbliche.  tendenza  europeistica,
               questa, già segnalata da tempo in dottrina, es. cfr. Franco Sciarretta, Il complesso allineamento:
               “[…] la riforma si colloca nel contesto della strategia “Europa 2020 per una crescita intelligente,
               sostenibile  e  inclusiva”  varata  per  superare  le  carenze  strutturali  dell’economia  continentale,
               migliorarne competitività e produttività, favorendo l’af ermazione di un’economia di mercato
               sociale sostenibile. All’interno di questa strategia gli appalti pubblici assumono una particolare
               rilevanza nell’ottica di accrescere l’ef  cienza della spesa pubblica, facilitando la partecipazione
               delle piccole e medie imprese e permettendo il conseguimento di obiettivi a valenza sociale” (ibi-
               dem, p. 371, cit.).
             59  nel senso che l’estensione geograf ca dello sviluppo locale corrisponde il più delle volte a un ter-
               ritorio di dimensioni ridotte.
             60  nel senso che la creazione di nuove attività generatrici di posti di lavoro e di ricchezza dipende
               dalla valorizzazione, da parte degli attori locali, di risorse proprie del territorio interessato.

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