Page 180 - Rassegna 2025-2 supplemento
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PSiCologiA PoSiTivA e BeNeSSeRe PSiCofiSiCo Nelle foRze ARMATe
5.esercizio del plesso solare: (il plesso solare è una struttura nervosa situata tra
lo stomaco e la colonna vertebrale, collegata a numerosi organi interni come l’inte-
stino, il fegato ecc.). Con la formula “il mio plesso solare è piacevolmente caldo” è
possibile una distensione di questo organo e di quelli ad esso collegati.
6.esercizio della fronte: con la ripetizione “la mia fronte è piacevolmente fre-
sca” l’individuo può cogliere una sensazione di benessere e rilassamento anche nella
zona del capo.
Alla f ne il soggetto dovrebbe aver acquistato una distensione corporea gene-
rale, manifestata anche a livello mentale, con una profonda sensazione di calma.
Questi esercizi vanno assimilati uno alla volta, con gradualità: ogni volta che se ne
apprende uno nuovo, questo viene preceduto dalla ripetizione di quelli già noti e
formulati in modo sempre più automatico e sintetico. le sedute possono essere
fatte con il trainer (tipo A) e da soli (tipo B). Quelle della tipologia A sono tante
quanti gli esercizi da apprendere. Quelle del secondo tipo sono più numerose e
variabili in relazione all’impegno del soggetto. le sedute di tipo A sono nel numero
circa dieci o quindici, distanziate fra loro di sette giorni o di quattordici, secondo le
indicazioni di Schultz, poiché il soggetto in allenamento deve esercitarsi da solo
tutti i giorni. Si consigliano tre sedute B al giorno, con regolarità e metodo; se non
è possibile, almeno due. la loro durata varierà secondo i casi e il livello di allenamen-
to. la maggioranza degli autori comunque consiglia un tempo variabile da uno a
cinque minuti, estensibile man mano che gli esercizi da eseguire aumentano .
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3.4 ambiente, abbigliamento e posizioni del Training autogeno
la scelta dell’ambiente non è secondaria: questo deve essere attrezzato in
modo da presentare pochi stimoli. la stanza deve essere semisilente (sono da evitare
suoni acuti come squilli di telefono o campanello, grida e rumori vari), con luce
bassa e sof usa, non investente direttamente il soggetto. la temperatura dovrà man-
tenersi media e dunque né troppo alta, né troppo bassa, in modo tale che il corpo
non avverta sensazioni nette di caldo o di freddo. All’inizio, durante la fase di
apprendimento, è buona norma realizzare una buona fusione tra l’ambiente f sico
e l’azione dell’organismo. Più avanti, l’ambiente esterno verrà ampiamente padro-
neggiato dall’individuo mediante il processo di neutralizzazione. Anche l’abbiglia-
mento segue le stesse regole: né troppo pesante, né troppo leggero; non deve essere
ingombrante, né stringente, né disturbante. grande importanza ha la postura nella
quale si esegue il training autogeno. il criterio fondamentale è quello di adottare
una posizione di base comoda, che non esiti in contratture muscolari.
48 Schultz J.H., Quaderno di esercizi per il training autogeno. A cura di langen d., traduzione di
Cornalba l., feltrinelli, Milano, 2004, pp. 21-24.
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