Page 175 - Rassegna 2025-2 supplemento
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mindfulness, Training auTogeno, rilassamenTo progressiVo




                    dal punto di vista clinico (area del malessere incentrata su diagnosi e terapia),
               insegna soprattutto a fronteggiare il distress e l’ansia, l’insicurezza e le somatizzazio-
               ni; dal punto di vista della salute (area del benessere incentrata soprattutto sul con-
               seguimento della positività connessa allo star bene), incrementa l’autoconsapevo-
               lezza, suggerisce equilibrio ed armonia, previene le negatività, rende più sensibili e
               attenti, protegge e potenzia la condizione di salute e consente una migliore gestione
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               dei problemi . Nel praticare il training autogeno bisogna abbandonare la tendenza
               costante ad essere protagonisti, per diventare spettatori dei fenomeni che accadono
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               all’interno di ognuno. Bisogna lasciar accadere .
                    lo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz (1884-1970) è l’autore di
               questa tecnica sviluppata nel 1932, accreditata scientif camente e operante sull’in-
               tera unità somatopsichica. egli è stato docente universitario, presidente dell’istituto
               germanico Ricerche Psicologiche e Psicoterapia (igRPP) e ipnologo, seguace e
               allievo di oskar vogt che tra il 1893 e il 1900 indicava ai suoi pazienti colti il meto-
               do dell’autoipnosi, per ricavarne benef ci di ordine generale.
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               3.2 considerazioni metodologiche
                    il metodo del training autogeno può essere def nito come un “apprendimen-
               to graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva, studiati e con-
               catenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modif -
               cazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell’attività cardiaca, del-
               l’equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza ”.
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                    Tali esercizi, ef ettuati focalizzando l’attenzione su diverse zone corporee, per-
               mettono di ottenere un generale stato di rilassamento sia a livello psichico che f sico.
               Tale metodo può accelerare e facilitare il raggiungimento di uno scopo, di un com-
               pito, ma il suo successo dipende dalla collaborazione del paziente. Questo aspetto è
               confermato anche dal fatto che gli esercizi del singolo partecipante riescono molto
               meglio se prima vengono eliminati, da parte del trainer, i punti oscuri e i dubbi
               sulla sua scientif cità, in modo che il praticante sia consapevole e partecipe e non si
               senta in balia del terapeuta .
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               29 lucarelli C., Training autogeno, tecnica antistress, la procedura originale e la riduzione verbale, in
                  notiziario dell’istituto superiore di sanità. vol. 24, n. 11, 2011, p.14.
               30 Peirone l. gerardi e., il Training autogeno - Tecnica e metodo fra psicoterapia e psicologia della salu-
                  te. ed. ferrariSinibaldi, Milano, 2016.
               31 Klaus Thomas d.R., autoipnosi e training autogeno, formule di proponimento e grado superiore.
                  edizioni mediterranee, Roma, 2000, p. 13.
               32 Peresson l., psicoterapia autogena, faenza ed., 1980.
               33 Masi l., il training autogeno come psicoterapia breve, i.l.i., 1999.

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