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mindfulness, Training auTogeno, rilassamenTo progressiVo




                    l’allenamento autogeno è in grado di inf uenzare vari sistemi organici quali la
               muscolatura, il sistema cardiovascolare e neurovegetativo e l’apparato respiratorio.
               Come è noto, lo stress e degli intensi stati emotivi possono provocare disturbi a cari-
               co dell’organismo (cefalea, gastrite, colon irritabile, ecc.). il training autogeno, con
               un’azione che va in senso esattamente opposto agli ef etti dello stress, produce un
               profondo stato di calma che interessa non solo il corpo ma anche la sfera emotiva.
                    la tecnica, inoltre, essendo particolarmente centrata sul corpo, aiuta l’indivi-
               duo ad aumentare l’ascolto e il controllo delle proprie funzioni organiche, favoren-
               do, di conseguenza, anche una maggiore introspezione e coscienza di sé.

               3.3 il Training autogeno nella pratica clinica
                    l’apprendimento della tecnica avviene sotto la guida del trainer e mediante
               esercizi  giornalieri che  il soggetto  in  training  esegue  da  solo,  ripetendo quanto
               appreso durante la seduta. Tutto ciò che si richiede è metodo, esercizio e tempo e la
               stimolazione della pazienza, della perseveranza e della metodicità di allenamento.
               Qualità, queste, che vanno apprese e rinforzate e che si rivelano di per sé stesse “tera-
               peutiche”, poiché invitano il soggetto a familiarizzare con un sistema di vita calmo
               e controllato, diverso da quello di tutti i giorni, che spesso travolge e disorienta.
               inoltre la percezione e la consapevolezza da parte del soggetto di riuscire a introiet-
               tare queste qualità, aumenta la sua sicurezza, la f ducia che egli ripone in sé stesso e
               nelle sue capacità di controllare il proprio comportamento e di scandire il proprio
               tempo.
                    durante  l’intera  durata  dell’allenamento,  non  bisogna  trascurare  il  livello
               motivazionale del soggetto, che non deve essere tanto alto da disturbare l’apprendi-
               mento, ma neppure così basso da indurre la sospensione. Altrettanto importante è
               il controllo dell’aspettativa del soggetto, in modo che possa mantenere stabile la
               tensione all’apprendimento e la f ducia nei risultati parziali e f nali, ma tale però da
               non determinare delusione e scoraggiamento di fronte alle dif  coltà che di volta in
               volta si potrebbero presentare nella pratica quotidiana.
                    la tecnica si compone di esercizi inferiori, nei quali l’attenzione mentale viene
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               rivolta a particolari sensazioni corporee,  ed esercizi superiori nei quali l’attenzione
               viene rivolta  a  particolari rappresentazioni mentali .  Si consiglia  al soggetto  di
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               “assumere un atteggiamento di calma e rilassamento”, stato che viene rinforzato
               durante la seduta immaginando la formula “io sono perfettamente calmo” .
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               38 Schultz J.H., il training autogeno: esercizi inferiori. vol. i, feltrinelli, Milano, 1968.
               39 Schultz J.H., il training autogeno: esercizi superiori. vol. ii, feltrinelli, Milano, 1971.
               40 ibidem.

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