Page 168 - Rassegna 2025-2 supplemento
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PSiCologiA PoSiTivA e BeNeSSeRe PSiCofiSiCo Nelle foRze ARMATe
Accogliere con consapevole accettazione qualsiasi sensazione sopraggiunga,
sia essa positiva o negativa e rif ettere su quanto preziosi siano i propri piedi e quan-
te cose sono possibili grazie alla loro presenza e funzione e ringraziare per questo.
Ancora, quando pronti e senza fretta, risalire verso le gambe e recitare: “inspiro,
sono consapevole delle mie gambe; espiro sorrido alle mie gambe”, percependo le
sensazioni generate da quegli arti, ricordare quanto preziosa sia la loro funzione e
apprezzare con gentilezza. dopo qualche minuto fare lo stesso con le mani, le brac-
cia, il collo e le spalle, i muscoli del viso, la schiena, il petto e lo stomaco, prestando
tempo e attenzione ad ogni parte del corpo. inf ne accogliere il proprio corpo uni-
tariamente e sussurrare: “inspiro, sono consapevole del mio corpo; espiro, sorrido
al mio corpo”, per consapevolizzare la sua presenza, la sua funzione e la sua impor-
tanza e trasmettergli riconoscenza e amore .
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2.2.2 meditazione seduta
Uno degli stili meditativi più vicini alla mindfulness è la vipassana, a volte
chiamata meditazione di insight o della visione profonda. Questo stile prevede un
“oggetto” o un riferimento su cui focalizzarsi: spesso l’attenzione è rivolta al respiro,
al suo movimento, alla fase di inspirazione e a quella di espirazione. È opportuno
comprendere che la mente, rapita dalle proprie narrazioni, si allontana o potrebbe
distrarsi da quell’oggetto di riferimento e dunque, di volta in volta, occorre dovere
ritornare su di esso, con determinazione e allo stesso tempo con gentile accettazio-
ne. la continua ripetizione di questo processo, consente al meditante di diventare
consapevole del f usso di coscienza e imparare a riconoscere il funzionamento della
mente, senza più opporsi ad esso.
Queste sono alcune delle fasi di questa pratica :
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➣ scegliere un luogo tranquillo e sedersi in un modo che aiuti ad essere vigili
e rilassati;
➣ concedersi il tempo necessario per passare da ciò che si stava facendo allo
stato meditativo e per aprirsi all’ambiente circostante, ai suoni, agli odori, a qualun-
que cosa sia presente. Percepire la pelle come qualcosa che connette e non come
qualcosa che separa;
➣ permettere con gentilezza alla propria consapevolezza di portarsi al punto
in cui l’aria entra in contatto con le narici. da lì notare come il corpo inspiri ed espi-
ri, lasciare che il respiro si manifesti spontaneamente, senza forzarlo in alcun modo;
18 didonna f., clinical handbook of mindfulness, Springer, New York, 2008. Tr. it., Manuale clinico
di Mindfulness. franco Angeli, Milano, 2012, pp. 652-653.
19 ivi, pp. 649-650.
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