Page 167 - Rassegna 2025-2 supplemento
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mindfulness, Training auTogeno, rilassamenTo progressiVo
corpo sono interdipendenti e per questo motivo lo stato di consapevolezza sorge
spontaneamente quando la postura f sica e l’atteggiamento mentale si sostengono.
la posizione meditativa giusta non esiste, la migliore è semplicemente quella in cui
ci si sente a proprio agio, rilassàti, vigili e comodi per un determinato lasso di tempo.
È altresì utile indossare vestiti comodi e denudare i piedi.
Per la posizione seduta si può scegliere una sedia con lo schienale oppure ci si
può adagiare sulle ginocchia sul pavimento o su una superf cie morbida, con i glutei
sostenuti da un cuscino. Seduti sul pavimento o su una sedia, l’elemento fonda-
mentale è mantenere la schiena dritta, non rigida, eretta e auto-sostenuta.
Quando si sceglie di sedersi sulle ginocchia è bene cambiare posizione all’in-
sorgere del dolore perché è importante essere gentili verso sé stessi. lasciare che le
mani trovino una posizione stabile, appoggiate in grembo appena sotto l’ombelico,
con una mano adagiata sull’altra e i palmi rivolti verso l’alto. Rilassare le spalle, tene-
re gli occhi aperti e poi chiuderli gentilmente per evitare distrazioni esterne. Jon
Kabat-zinn sostiene “la postura seduta piena di dignità è essa stessa un’af ermazio-
ne di libertà, nonché dell’armonia, della bellezza e della ricchezza della vita; la postu-
ra stessa è la meditazione” .
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il respiro rappresenta l’intersezione tra il sistema nervoso volontario e quello
involontario e per questo motivo la consapevolezza del respiro of re un’opportuni-
tà unica per riunire corpo e mente.
È come se il respiro consapevole mandasse un messaggio al cervello e dicesse:
“va tutto bene, non c’è alcun bisogno di preoccuparsi” e questo aiuta a sentirsi più
a proprio agio . È possibile notare il f usso dell’aria che entra e che esce, l’addome
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alzarsi e abbassarsi, l’inizio del respiro, il momento di sospensione prima di comin-
ciare a espirare e la lunghezza della pausa prima che il corpo inizi un altro ciclo.
È importante che anche il corpo riceva attenzioni. Si può praticare la consa-
pevolezza del corpo in diverse posizioni, ma può essere ef cace praticare distesi per
terra, supini sul pavimento o sul tappetino ad assaporare il respiro e osservare il
pavimento sorreggere. dopo, iniziando dai piedi, si inspira dicendo dentro di sé
“inspiro, sono consapevole dei miei piedi”, dunque si espira dicendo “espiro sorri-
do ai miei piedi”. Notare quali sensazioni sono presenti nei piedi, siano esse sensa-
zioni f siche esterne come la temperatura o il contatto con le calze, che interne come
la stanchezza o la sensazione di un piacevole rilassamento.
16 Kabat-zinn J., coming to our senses, Piatkus Books ltd, london, 2005. Tr. it., riprendere i sensi,
Corbaccio Milano, 2006.
17 Kabat-zinn J., Wherever you go, there you are: mindfulness meditation in everyday life, Hyperion,
New York, 1994. Tr. it., dovunque tu vada ci sei già. una guida alla meditazione. Tea pratica,
Milano, 1997.
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