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MenS Sana in corpore Sano. Sport e beneSSere pSicofiSico
sono esaurite del tutto e la persona avverte la fase di esaurimento come un torpore
benef co rilassante. in tal caso, situazione ideale, siamo in una condizione di norma-
le recupero, in quanto le riserve energetiche non sono esaurite, ma vengono ripri-
stinate. oppure, secondo caso, la precedente fase di resistenza si è protratta troppo
a lungo o le energie per fronteggiare lo stressor non si sono rivelate suf cienti. in tal
caso, la fase di esaurimento si tratteggia come una sorta di “crollo” a seguito di uno
sforzo eccessivo per durata o per intensità.
4. Eustress vs distress
Grazie all’approfondimento sul tema dello stress, abbiamo visto che esso pre-
suppone una importante funziona adattiva, pertanto, può avere anche una conno-
tazione positiva. A tal proposito è bene operare una distinzione tra eustress e
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distress , che descriveremo in seguito.
Quando Selye parla di “funzione adattiva”, egli si riferisce al processo di adat-
tamento: cambiamento che ogni organismo vivente pone in essere per adattarsi alle
modif cazioni dell’ambiente (Selye, 1955). Concepito in quest’ottica, lo stress
diventa un fenomeno funzionale, oltre che requisito fondamentale a garantire la
sopravvivenza. Stress e adattamento sono dunque processi consequenziali. La vita
ci sottopone a continui e costanti cambiamenti ai quali dobbiamo adattarci e tale
adattamento implica un apprendimento di una nuova abilità. Pensiamo all’allena-
mento.
L’allenamento f sico, sia esso f nalizzato al semplice “tenersi in forma” o al pre-
pararsi alle olimpiadi in una data disciplina, presuppone sempre la presenza di una
fonte di stress, data dalla fatica nell’esecuzione del movimento, ma è proprio grazie a
questo stress che riusciamo ad incrementare la nostra resistenza ed abilità. tutti nella
vita abbiamo sperimentato sia la sensazione di fatica e frustrazione derivante dalle
prime settimane di allenamento, sia la sensazione di aver raggiunto un livello di resi-
stenza e facilità nell’esecuzione del movimento che ci apparivano impossibili prima
di arrivare a quel punto. in tal senso, l’allenamento f sico ci prepara anche ad af ron-
tare lo stress. Ma torniamo a quanto accennato in principio, ovvero al fatto che lo
stress è di fatto un fenomeno neutro, che può assumere una connotazione negativa
quando il soggetto che lo sperimenta non possiede o non ritiene di possedere le ener-
gie suf cienti o adeguate per farvi fronte, in questo caso parleremo di distress; quan-
do invece il farvi fronte risulta possibile, lo stesso stress assume quella importante
funzione adattiva di cui abbiamo parlato; in questo caso parliamo di eustress (C.
Picco, Stress e performance atletica cit.).
13 C. Picco, Stress e performance atletica, edizioni Psiconline, (2017) pp. 27, 28.
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