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MenS Sana in corpore Sano. Sport e beneSSere pSicofiSico
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Per quel che concerne gli ultimi concetti espressi, quello di coping viene uti-
lizzato in psicologia per descrivere le strategie e i meccanismi che le persone utiliz-
zano per af rontare e gestire i fattori di stress, le sf de e le dif coltà della vita quoti-
diana. il termine deriva dall’inglese e signif ca far fronte o affrontare.
il coping può essere dunque considerato come un insieme di risorse e strategie
che le persone mettono in atto per adattarsi e per reagire alle situazioni stressanti. La
resilienza, invece, è def nita come la capacità di una persona di adattarsi, riprendersi
e crescere in modo positivo nonostante le dif coltà e gli eventi traumatici. essa
implica la capacità di resistere agli ef etti negativi dello stress e di tornare a uno stato
di benessere.
La def nizione psicologica fornita da Grotberg (1994) indica proprio la capa-
cità umana di af rontare, superare e uscire rinforzati da esperienze negative.
3. La Sindrome Generale di Adattamento
Come premesso, al f ne di fornire una spiegazione esaustiva del concetto di
stress, vediamo in termini scientif ci come esso è stato studiato e def nito.
il termine stress venne introdotto per la prima volta in biologia da Walter
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Bradford Cannon nel 1935, ma la teorizzazione che ha dato il via allo studio del
fenomeno in ambito medico, la dobbiamo ad Hans Selye. il celebre medico austria-
co, negli anni trenta, iniziò una serie di esperimenti e, dopo vari tentativi, provò
che un soggetto sottoposto a stress metteva in atto una risposta funzionale aspecifi-
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ca dell’organismo che si presentava con modalità stereotipate in seguito a esposi-
zione ad un agente stressante, indipendentemente dalla natura di esso. Uno tra i
numerosi esperimenti da egli ef ettuati presupponeva l’utilizzo di due gruppi di
cavie composte da ratti: uno che fungesse da gruppo sperimentale e l’altro da grup-
po di controllo.
Nel primo il medico operava iniezioni ripetute di una sostanza patogena,
mentre, nel secondo, iniezioni ripetute di soluzione f siologica, una sostanza del
tutto innocua.
Dopo una serie di somministrazioni, Selye assistette ad una importante sco-
perta: oltre alle manifestazioni cliniche derivanti dalla somministrazione della
sostanza patogena nel gruppo sperimentale, anche il gruppo di controllo manifesta-
va sintomi clinici sperimentati anche nel primo gruppo, ovvero:
6 Grotberg e., (1994), coping with adversity, in Civitan Magazine, (february-March), pp. 10-11.
7 Cannon W. B., (1935), Stresses and strain of homeostatic, in american Journal of the Medical
Sciences, January 1935. volume 189. issue 1.
8 Selye H., (1936), a syndrome produced by diverse nocuous agents, Nature, London 138, pp. 30-32.
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