Page 125 - Rassegna 2025-2 supplemento
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MenS Sana in corpore Sano. Sport e beneSSere pSicofiSico




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                    Per quel che concerne gli ultimi concetti espressi, quello di coping  viene uti-
               lizzato in psicologia per descrivere le strategie e i meccanismi che le persone utiliz-
               zano per af rontare e gestire i fattori di stress, le sf de e le dif  coltà della vita quoti-
               diana. il termine deriva dall’inglese e signif ca far fronte o affrontare.
                    il coping può essere dunque considerato come un insieme di risorse e strategie
               che le persone mettono in atto per adattarsi e per reagire alle situazioni stressanti. La
               resilienza, invece, è def nita come la capacità di una persona di adattarsi, riprendersi
               e crescere in modo positivo nonostante le dif  coltà e gli eventi traumatici. essa
               implica la capacità di resistere agli ef etti negativi dello stress e di tornare a uno stato
               di benessere.
                    La def nizione psicologica fornita da Grotberg (1994) indica proprio la capa-
               cità umana di af rontare, superare e uscire rinforzati da esperienze negative.

               3.  La Sindrome Generale di Adattamento
                     Come premesso, al f ne di fornire una spiegazione esaustiva del concetto di
               stress, vediamo in termini scientif ci come esso è stato studiato e def nito.
                    il termine stress  venne introdotto per la prima volta in biologia da Walter
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               Bradford Cannon nel 1935, ma la teorizzazione che ha dato il via allo studio del
               fenomeno in ambito medico, la dobbiamo ad Hans Selye. il celebre medico austria-
               co, negli anni trenta, iniziò una serie di esperimenti e, dopo vari tentativi, provò
               che un soggetto sottoposto a stress metteva in atto una risposta funzionale aspecifi-
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               ca  dell’organismo che si presentava con modalità stereotipate in seguito a esposi-
               zione ad un agente stressante, indipendentemente dalla natura di esso. Uno tra i
               numerosi esperimenti da egli ef ettuati presupponeva l’utilizzo di due gruppi di
               cavie composte da ratti: uno che fungesse da gruppo sperimentale e l’altro da grup-
               po di controllo.
                    Nel  primo  il  medico  operava  iniezioni ripetute di una sostanza  patogena,
               mentre, nel secondo, iniezioni ripetute di soluzione f siologica, una sostanza del
               tutto innocua.
                    Dopo una serie di somministrazioni, Selye assistette ad una importante sco-
               perta:  oltre alle manifestazioni cliniche derivanti dalla somministrazione della
               sostanza patogena nel gruppo sperimentale, anche il gruppo di controllo manifesta-
               va sintomi clinici sperimentati anche nel primo gruppo, ovvero:


               6  Grotberg e., (1994), coping with adversity, in Civitan Magazine, (february-March), pp. 10-11.
               7  Cannon  W.  B.,  (1935),  Stresses  and  strain  of homeostatic,  in  american Journal  of  the Medical
                  Sciences, January 1935. volume 189. issue 1.
               8  Selye H., (1936), a syndrome produced by diverse nocuous agents, Nature, London 138, pp. 30-32.

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