Page 122 - Rassegna 2025-2 supplemento
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PSiCoLoGiA PoSitivA e BeNeSSeRe PSiCofiSiCo NeLLe foRze ARMAte




                  Pensiamo all’operatore in strada e ai pericoli a cui è esposto, alla prontezza
             necessaria per fronteggiare un’emergenza o alla richiesta di f essibilità per far fronte
             ai frequenti trasferimenti, al cambiare residenza, colleghi di lavoro, mansione; pen-
             siamo alla cura e dedizione impiegate nel fornire assistenza al cittadino in dif  coltà,
             alla abnegazione impiegata nell’addestramento per coloro i quali fanno parte di
             Reparti specializzati; oppure ai sacrif ci compiuti da coloro i quali sono impiegati
             in territorio estero. Quelli citati sono solo alcuni esempi di ciò che, in potenza, un
             Carabiniere fronteggia nella propria quotidianità e si potrebbe stilare un elenco
             molto più  corposo.  Considerato ciò  è  dunque  intuitivo che la professione del
             Carabiniere implichi la presenza di ottime abilità personali quali capacità di risolu-
             zione dei problemi, prontezza, senso del dovere e soprattutto resilienza. Per tale
             motivo risulta utile, nonché doveroso, ricercare strategie e soluzioni per il manteni-
             mento di tali qualità sia per il bene comune, ma anche e soprattutto nell’interesse
             del soggetto che le possiede.
                  Nell’Arma dei Carabinieri la f gura dello psicologo è ormai presente da molti
             anni e si occupa non solo di curare il disagio, ma anche di prevenire e di promuove-
             re  il  benessere,  of rendo consulenze  e percorsi di supporto psicologico volti a
             migliorare e a potenziare le risorse individuali collegate al benessere psicof sico. Ma
             cosa si intende per benessere psicof sico? Secondo l’organizzazione Mondiale della
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             Sanità (oMS), la salute  viene def nita come “stato di completo benessere f sico,
             psichico e sociale” e non semplicemente come assenza di malattia, come invece si
             intendeva nel passato.
                   Un punto di forza di tale def nizione sta proprio nel fatto che essa supera la
             visione dualista del sé, fatta propria dalle concezioni tradizionaliste che def nivano
             la salute in termini puramente biologici, non operando alcuna distinzione tra il
             benessere f sico del proprio corpo e il benessere psichico e sociale dell’individuo in
             quanto persona.
                  La def nizione dell’oMS, invece, asserisce questa intrinseca relazione tra il sé
             e il corpo, rendendo il benessere del primo indistinguibile dal benessere del secon-
             do, tenendo inoltre conto del più generale quadro entro il quale gli individui espe-
             riscono le proprie vite. Questo approccio globale alla salute della persona contem-
             pla dunque corpo, mente ed ambiente sociale come parti di un tutto.


             1  La def nizione di salute dell’o.M.S. (organizzazione Mondiale della Sanità), organismo sanitario
               internazionale sorto a New York nel 1946, identif ca la salute con uno stato di benessere f sico e psi-
               chico e la considera come fattore non solo individuale ma anche collettivo. Nel problema della salute
               entrano quindi in causa non soltanto l’omeostasi f sica ma anche componenti psicologiche e sociali.
               in questo modo l’individuo viene considerato nelle sue tre dimensioni: biologica, mentale e sociale.
               Questo nuovo concetto di salute è in contrapposizione alla def nizione tradizionale, che considerava
               la salute semplicemente come “assenza di sintomi”.
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